Festa liturgica: 21 settembre
Originario di Cafarnao, pubblicano ed esattore delle tasse, poi convertito da Gesù che gli disse semplicemente "Seguimi". Autore del primo Vangelo canonico.
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Originario di Cafarnao, pubblicano ed esattore delle tasse, poi convertito da Gesù, il suo nome simbolicamente vuol dire "dono di Dio". Avrebbe cambiato il nome come forma tipica dell'epoca per indicare il cambiamento di vita, analogamente a Simone diventato Pietro e Saulo divenuto Paolo.
In Matteo 9,9 è presentata la sua chiamata: Gesù passò vicino al pubblicano Levi che sedeva al banco delle imposte e gli disse «Seguimi». Come scrive San Beda il Venerabile, non c'è da meravigliarsi che un pubblicano alla prima parola del Signore abbia abbandonato i guadagni della terra.
Il disprezzo per i pubblicani, ai tempi di Gesù, era molto ben radicato: erano esattori di tasse. Gli ebrei non pagavano le tasse a un loro Stato sovrano e libero, bensì agli occupanti Romani; in pratica si trattava di finanziare chi li opprimeva. E guardavano all'esattore come a un detestabile collaborazionista.
Gesù lo scelse come membro del gruppo dei dodici apostoli, e come tale appare nelle tre liste che ci hanno tramandato i tre vangeli sinottici: Matteo 10,3; Marco 3,18; Luca 6,15. Poi compare negli Atti all'elezione di Mattia e nel giorno della Pentecoste, quando Pietro parla alla folla annunciando che Gesù è "Signore e Cristo".
Secondo la tradizione, Matteo dopo la Pentecoste predicò prima in Giudea e poi portò il Vangelo nell'Africa, in Etiopia. San Matteo è considerato l'autore del primo Vangelo canonico, non il più antico ma il primo nell'elenco del Canone. Lo citano Clemente Romano nel 95 d.C., Ignazio d'Antiochia nel 115 d.C. e la Didaché (100 d.C.).
Viene raffigurato anziano e barbuto, ha come emblema un angelo che lo ispira nella scrittura del Vangelo. Secondo la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, il santo sarebbe stato ucciso sull'altare mentre celebrava la messa, trafitto da un sicario inviato dal re Irtaco d'Etiopia.
Genova — Via Silvio Lagustena, 35
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