Festa liturgica: 20 settembre
103 martiri canonizzati da Giovanni Paolo II il 6 maggio 1984. La Chiesa coreana, fondata e sostenuta da laici, ha il primato di aver generato una delle comunità di martiri più numerose della storia.
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La Chiesa coreana ha la caratteristica forse unica di essere stata fondata e sostenuta da laici: agli inizi del 1600 la fede cristiana comparve in Corea tramite le delegazioni che ogni anno si recavano in Cina. In Cina i coreani vennero in contatto con la fede cristiana, portando in patria il libro del grande padre Matteo Ricci La vera dottrina di Dio.
Un laico, Lee Byeok, grande pensatore, ispirandosi al libro del famoso missionario gesuita, fondò una prima comunità cristiana molto attiva. Intorno al 1780 inviò un suo amico, Lee Sunghoon, in Cina, che tornò battezzato con il nome di Pietro, dando alla comunità un forte impulso.
Purtroppo anche in Corea si scatenò ben presto una persecuzione fin dal 1785, che si incrudeliva sempre più, finché nel 1801 anche l'unico prete venne ucciso. Il re nel 1802 emanò un editto di stato in cui si ordinava addirittura lo sterminio dei cristiani. Rimasti soli e senza guida spirituale, i cristiani coreani chiedevano continuamente al vescovo di Pechino e anche al Papa di avere dei sacerdoti; ma le condizioni locali lo permisero solo nel 1837.
Andrea Kim Taegon, nato nel 1821 da una nobile famiglia cristiana, a 15 anni fu inviato a Macao per prepararsi al sacerdozio. Ritornò come diacono nel 1844 per preparare l'entrata del vescovo mons. Ferréol; fu ordinato sacerdote e insieme entrarono di nascosto in Corea. Nel 1846 fu scoperto e arrestato durante una missione diplomatica. Subì gli interrogatori con la nobiltà del suo atteggiamento, rifiutando di apostatare, e fu decapitato.
Paolo Chong Hasang, eroico laico coreano, era nato nel 1795 a Mahyan. Il padre Agostino e il fratello Carlo vennero martirizzati nel 1801; la sua famiglia fu un esempio di eroismo nella fede. Collaborò alacremente affinché il primo sacerdote e i missionari francesi arrivassero in Corea. Fu imprigionato, interrogato e torturato, ma mantenne la sua grande fermezza: venne condannato e decapitato il 22 settembre 1839.
Nelle persecuzioni coreane perirono, secondo fonti locali, più di 10.000 martiri. Di questi 103 furono beatificati in due gruppi distinti nel 1925 e nel 1968, e poi canonizzati tutti insieme il 6 maggio 1984 da Papa Giovanni Paolo II a Seoul.
Genova — Via Silvio Lagustena, 35
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