Santo Vescovo Martire

Sant'Ireneo

Festa liturgica: 28 giugno

Il nome “Ireneo”, significa “pacifico”, “pacificatore”, “serafico”, ossia uno che si sforza di portare o di operare la pace. Tale il nome tale il programma della vita di Ireneo di Lione...

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Sant'Ireneo
Sant'Ireneo
Il nome “Ireneo”, significa “pacifico”, “pacificatore”, “serafico”, ossia uno che si sforza di portare o di operare la pace. Tale il nome tale il programma della vita di Ireneo di Lione.  È stato il primo teologo cristiano a tentare di elaborare una sintesi globale del cristianesimo primitivo. Vissuto all’interno di un periodo storico marcato da due eventi culturali di grande spessore: l’insorgere dello gnosticismo in ambito cristiano, prima forma di eresia in possesso di un buon impianto dottrinale; e il diffondersi nel mondo pagano del neoplatonismo, filosofia di vasto respiro, che presentava molte affinità con il cristianesimo.  Ireneo con la sua opera tentò di dare una risposta decisiva per evidenziare i presunti errori contenuti nello gnosticismo, mentre nei confronti del neoplatonismo si aprì a un dialogo e accolse alcuni principi generali della stessa filosofia, elaborandoli personalmente. Secondo Ireneo, i filosofi greci ignorano Dio (Contro le eresie, II, 14, 2), ma riconosce in Platone il più religioso degli gnostici. Le notizie biografiche su Ireneo provengono dalla testimonianza, tramandata da Eusebio nel quinto libro della Storia Ecclesiastica. Nacque a Smirne (oggi Izmir, in Turchia), da una famiglia cristiana d’origine greca, verso il 135-140. Fu discepolo del Vescovo Policarpo, che, a sua volta, conobbe di persona l’apostolo Giovanni. Ireneo venne presentato al papa dai cristiani della Gallia con parole di alto elogio. A Roma Ireneo fece onore al suo nome, suggerendo moderazione a papa Vittore, consigliandogli rispettosamente di non scomunicare le Chiese dell’Asia che non volevano celebrare la Pasqua nella stessa data delle altre comunità cristiane. Con gli stessi intenti pacifici, si adoperò presso i vescovi delle altre comunità cristiane per il trionfo della concordia e dell’unità, soprattutto nel mantenersi ancorati alla tradizione apostolica per combattere il razionalismo gnostico. Egli fu comunque un vero testimone della fede in un periodo di dura persecuzione; il suo campo d’azione fu molto vasto, se si tiene conto che probabilmente non esisteva nessun altro vescovo nelle Gallie e nelle terre di confine della vicina Germania. Greco, aveva appreso le lingue “barbare” per poter evangelizzare le popolazioni celtiche. Nel 177, Ireneo venne nominato Vescovo della città di Lione, nello stesso anno dedicandosi totalmente al ministero pastorale, che si concluse, verso il 202-203, con il martirio. Venne sepolto nella chiesa di San Giovanni, che più tardi venne chiamata di Sant’Ireneo. La sua tomba e i suoi resti vennero distrutti nel 1562 dagli Ugonotti, durante le guerre di religione.  Ireneo è innanzitutto un uomo di fede e un Pastore. Del buon Pastore aveva il senso della misura, la ricchezza della dottrina, l’ardore missionario. Come scrittore, persegue un duplice scopo: difendere la vera dottrina dagli assalti degli eretici, ed esporre con chiarezza le verità della fede. A questi fini corrispondono esattamente le due opere principali che di lui rimangono: i cinque libri dell’Adversus haereses, (Contro le eresie), e la Demonstratio apostolicae praedicationis (l’Esposizione della predicazione apostolica), in cui espone una sintetica e precisa esposizione della dottrina cattolica; che, per questo, si può chiamare anche il più antico “catechismo della dottrina cristiana”. Ireneo si può considerare un vero campione della lotta contro le eresie.  Il pensiero e le opere di Ireneo furono direttamente influenzate da Policarpo, che fu discepolo di Giovanni Evangelista. Essi sono una testimonianza della tradizione apostolica, a quei tempi impegnata contro il proliferare di varie eresie, in particolare lo gnosticismo di cui Ireneo fu un forte oppositore.  Ireneo può essere considerato il primo teologo cristiano, in quanto ha tentato di elaborare una prima sintesi globale del cristianesimo primitivo. Il Vangelo predicato da Ireneo, è quello che egli ha ricevuto da Policarpo, Vescovo di Smirne, che risale all’apostolo Giovanni. E così il vero insegnamento non è quello inventato dagli intellettuali, ma quello fondato direttamente sugli Apostoli, che hanno comunicato ai Vescovi in una catena ininterrotta formando la cosiddetta Tradizione (dal latino traditionem, da tradere: consegnare, trasmettere), che è una delle due fonti della Rivelazione. Gli Apostoli hanno insegnato una fede semplice, che si fonda sulla rivelazione di Dio. Così - dice Ireneo - non c’è una dottrina segreta dietro il comune Credo della Chiesa. Non esiste un cristianesimo superiore per intellettuali. La fede pubblicamente confessata dalla Chiesa è la fede comune di tutti. Solo questa fede è apostolica, viene dagli Apostoli, cioè da Gesù e da Dio. Aderendo a questa fede trasmessa pubblicamente dagli Apostoli ai loro successori, i cristiani devono osservare quanto i Vescovi dicono, devono considerare specialmente l’insegnamento della Chiesa di Roma, preminente e antichissima. Questa Chiesa, a causa della sua antichità, ha la maggiore apostolicità, perché trae origine direttamente da Pietro e Paolo, le colonne del Collegio apostolico. Con la Chiesa di Roma devono accordarsi tutte le Chiese locali, riconoscendo in essa la misura della vera tradizione apostolica, dell’unica fede comune della Chiesa. 

Parrocchia San Martino d'Albaro

Genova — Via Silvio Lagustena, 35

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