Sacerdote e Dottore della Chiesa

San Giovanni della Croce

Festa liturgica: 14 dicembre

Giovanni di Yepes (Fontiveros 1542 – Úbeda 1591), carmelitano scalzo, riformatore con Teresa d'Avila, mistico e poeta. Dichiarato Dottore della Chiesa nel 1926. È stato detto "il più santo dei poeti spagnoli, e il più poeta dei Santi".

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San Giovanni della Croce
San Giovanni della Croce

San Giovanni della Croce è Santo e Dottore della Chiesa, riconosciuto come maestro di spiritualità universalmente valido ancora oggi. Ha anche il merito di essere stato un valido collaboratore di Teresa d'Avila nella Riforma Carmelitana. Per le sue poesie si è guadagnato un posto nella letteratura spagnola: è stato riconosciuto come «il più santo dei poeti spagnoli, e il più poeta dei Santi».

Giovanni nacque a Fontiveros vicino ad Avila nel 1542 in una famiglia ricca di amore ma povera di mezzi materiali. Il padre Gonzalo de Yepes, appartenente a una nobile famiglia di Toledo, fu diseredato per aver sposato una povera tessitrice. Rimasto orfano molto giovane, Giovanni studiò nei collegi dei poveri e poi entrò nell'Ordine Carmelitano, prendendo il nome di Fra Giovanni di San Mattia. Per la sua intelligenza e la serietà di vita, i superiori lo inviarono a Salamanca, nella famosa Università.

Qui avvenne l'incontro provvidenziale con Santa Teresa d'Avila. Teresa stava lavorando con successo alla riforma delle Carmelitane e pensava di estendere la riforma al ramo maschile dell'Ordine. Nel 1568 Giovanni prese la veste degli Scalzi e accompagnò la fondatrice nei suoi viaggi: «Era così buono — scriverà la santa — che ero io a dover imparare da lui».

L'opposizione di alcuni carmelitani non riformati si fece presto sentire duramente. Giovanni fu accusato di essere un frate ribelle e disobbediente, arrestato e incarcerato in un convento a Toledo. Fu maltrattato, umiliato e segregato in un'angusta prigione, con poca luce e molto freddo: nove mesi di carcere a pane e acqua. Divorato dalla fame, consumato dalla febbre, dimenticato da tutti — ma non da Teresa. In quelle circostanze di estremo dolore compose alcune delle sue poesie più intense, tra cui il Cantico Spirituale.

Alla vigilia dell'Assunta del 1578 fuggì coraggiosamente dal carcere. Nei seguenti anni di relativa tranquillità compose la maggior parte delle opere di spiritualità: il Cantico Spirituale, la Salita del Monte Carmelo, la Notte Oscura, la Fiamma d'Amor Viva. Morì il 14 dicembre 1591 a Úbeda. Fu canonizzato da Benedetto XIII nel 1726, dichiarato Dottore della Chiesa da Pio XI nel 1926.

«Dove non c'è amore, metta amore e ne riceverà amore.»

Parrocchia San Martino d'Albaro

Genova — Via Silvio Lagustena, 35

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