Festa liturgica: 17 novembre
Elisabetta d'Ungheria (1207–1231), principessa che rinunciò a tutti i privilegi regali per dedicarsi ai poveri e agli ammalati. Canonizzata da papa Gregorio IX nel 1235, è compatrona dell'Ordine Francescano secolare.
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A quattro anni di età era già fidanzata. Suo padre, il re Andrea II d'Ungheria, e la regina Gertrude l'avevano promessa in sposa a Ludovico, figlio ed erede del sovrano di Turingia. Subito fu condotta nel regno del futuro marito, per vivere e crescere tra la città di Marburgo e Wartburg, il castello presso Eisenach.
Nel 1221 Ludovico sposò solennemente la quattordicenne Elisabetta. Nel 1222 nacque il loro primo figlio Ermanno, seguito da Sofia nel 1224 e da Gertrude nel 1227: l'ultima viene al mondo già orfana di padre. Ludovico era partito per la sesta crociata in Terrasanta, ma lo uccise un male contagioso a Otranto.
Rimasta vedova a 20 anni con tre figli, Elisabetta ricevette indietro la dote. Poteva risposarsi, entrare in un monastero o vivere da penitente. Ma dette retta a voci francescane che si facevano sentire in Turingia, per dire da che parte si poteva trovare la perfetta letizia. Per i poveri offrì il denaro della sua dote (si costruì un ospedale), ma soprattutto ai poveri offrì l'intera sua vita.
Visitava gli ammalati due volte al giorno, raccoglieva aiuti facendosi mendicante, tutto questo rimanendo nella sua condizione di vedova, di laica. Nutrì alcuni, ad altri procurò un letto, altri portò sulle proprie spalle. Era poi attenta a non eccedere con le penitenze personali che potessero indebolirla e renderla meno pronta all'azione. Visse da povera e da povera si ammalò, rinunciando pure al ritorno in Ungheria.
Morì a Marburgo a soli 24 anni, il 17 novembre 1231. Papa Gregorio IX ordinò l'inchiesta sui prodigi che le si attribuivano e la canonizzò nel 1235. I suoi resti, trafugati da Marburgo durante i conflitti al tempo della Riforma protestante, sono ora custoditi in parte a Vienna. È compatrona dell'Ordine Francescano secolare insieme a San Ludovico.
Genova — Via Silvio Lagustena, 35
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