Festa liturgica: 4 novembre
Carlo Borromeo (Arona 1538 – Milano 1584), cardinale arcivescovo di Milano, protagonista della Riforma cattolica post-tridentina. Si distinse nella cura dei malati durante la peste di Milano del 1576.
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San Carlo Borromeo fu uno dei più grandi Vescovi nella storia della Chiesa: grande nella carità, grande nella dottrina, grande nell'apostolato. «Le anime — diceva — si conquistano con le ginocchia», cioè con la preghiera.
Era nato nel 1538 nella Rocca dei Borromeo, padroni e signori del Lago Maggiore. Era il secondo figlio del Conte Gilberto e fu tonsurato a 12 anni. Studente a Pavia, dette subito prova delle sue doti intellettuali. Chiamato a Roma, venne creato Cardinale a soli 22 anni dallo zio Papa Pio IV. Il più grande merito di Carlo Borromeo fu che convinse il Papa a riconvocare il Concilio di Trento sospeso nel 1555.
Nel luglio 1563 fu ordinato sacerdote e poco tempo dopo vescovo. Voleva fare il pastore di anime nella sua diocesi di Milano. Nell'aprile del 1566 raggiunse Milano, dove iniziò subito la grande opera di riforma secondo il Concilio di Trento: fu un organizzatore geniale e un lavoratore instancabile tanto che Filippo Neri esclamò: «Quest'uomo è di ferro».
Organizzò la sua diocesi in 12 circoscrizioni, curò la revisione della vita della parrocchia obbligando i parroci a tenere i registri di archivio. Si impegnò molto nella formazione del clero creando il seminario maggiore e minore. Fu instancabile nel visitare le popolazioni affidate alla sua cura pastorale, iniziando la visita pastorale a soli due mesi dal suo arrivo a Milano.
La sua grandezza come pastore si manifestò pienamente durante la peste del 1576. Assente dalla città perché in visita pastorale, rientrò subito mentre il governatore spagnolo e il gran cancelliere fuggivano. Fece subito testamento sapendo che la peste non aveva riguardo per nessuno; organizzò l'opera di assistenza, visitò personalmente e coraggiosamente i colpiti dal terribile morbo, aiutò tutti instancabilmente.
A causa della sua attività pastorale senza sosta, dei frequenti viaggi e delle continue penitenze, la sua salute peggiorò rapidamente. La morte lo colse preparatissimo il 3 novembre del 1584, a soli 46 anni. Canonizzato da Paolo V nel 1610.
Genova — Via Silvio Lagustena, 35
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