Festa liturgica: 6 ottobre
Bruno di Colonia (c. 1030–1101), fondatore dell'Ordine Certosino. Nel 1084 si ritirò con sei compagni in un luogo selvaggio della Chartreuse fondando il primo monastero dell'Ordine.
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Nato in Germania, il nobile renano Bruno è vero figlio dell'XI secolo, divisa e confusa, ma aperta alla mobilità spirituale. Studente e poi insegnante a Reims, si trovò presto faccia a faccia con la simonia, cioè col mercato delle cariche ecclesiastiche che infettava la Chiesa.
Professore di teologia e filosofia, esperto di cose curiali, avrebbe potuto diventare vescovo per la via onesta dei meriti. Ma lo disgustava l'ambiguità dell'ambiente ecclesiastico. La fede che praticava e che insegnava era tutt'altra cosa: nel 1083 Roberto di Molesme, il severo monaco che avrebbe dato vita ai Cistercensi, lo confermò nella sua intuizione.
Bruno trovò sei compagni che la pensavano come lui, e il vescovo Ugo di Grenoble li aiutò a stabilirsi nel 1084 in una località selvaggia delle Alpi, la Chartreuse. Lì si costruirono un ambiente per la preghiera comune e sette baracche dove ciascuno viveva pregando e lavorando: una vita da eremiti, con momenti comunitari. Non pensavano minimamente a fondare qualcosa: volevano soltanto vivere radicalmente il Vangelo e stare lontani dai mercanti del sacro.
Quando Bruno insegnava a Reims, uno dei suoi allievi era stato il benedettino Oddone di Châtillon. Nel 1090 se lo ritrovò papa col nome di Urbano II e dovette raggiungerlo a Roma come suo consigliere. Ottenne da lui riconoscimento e autonomia per il monastero fondato presso Grenoble, poi noto come Grande Chartreuse.
Però a Roma non resistette: pochi mesi, ed eccolo in Calabria nella Foresta della Torre (ora in provincia di Vibo Valentia); e riecco l'oratorio, le celle come alla Chartreuse, una nuova comunità guidata col solito rigore. Attorno a quel luogo sorsero poi le prime case dell'attuale Serra San Bruno.
La regola dell'Ordine Certosino venne messa per iscritto da Guigo († 1137), quinto priore della Grande Chartreuse: obbligo del silenzio quasi perpetuo, astinenza quasi completa dalle carni, partizione del tempo tra preghiera e lavoro. Il motto dell'Ordine è Stat Crux dum volvitur orbis ("la croce è ferma mentre il mondo gira"). Una comunità "mai riformata, perché mai deformata". Il culto di Bruno fu approvato da Leone X (1513–1521) e confermato da Gregorio XV (1621).
Genova — Via Silvio Lagustena, 35
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