Santo Vescovo Dottore della Chiesa

San Bonaventura

Festa liturgica: 15 luglio

Nato a Bagnoregio (Viterbo) nel 1217 e morto nel 1274 a Lione in Francia. Il suo nome di battesimo è Giovanni, come quello del padre, Giovanni di Fidanza, medico di professione. Solo quando entrò nell’Ordine minoritico, a Parigi nel 1243, prese il nome di Bonaventura. Sua madre, Maria di Ritello,…

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San Bonaventura
San Bonaventura

Nato a Bagnoregio (Viterbo) nel 1217 e morto nel 1274 a Lione in Francia.

Il suo nome di battesimo è Giovanni, come quello del padre, Giovanni di Fidanza, medico di professione.

Solo quando entrò nell’Ordine minoritico, a Parigi nel 1243, prese il nome di Bonaventura. Sua madre, Maria di Ritello, era una donna semplice pia e devota di san Francesco d’Assisi.

La prima formazione culturale l’ha ricevuta nel suo paese nativo, presso il locale convento dei frati minori, secondo l’uso del tempo.

A diciotto anni, si recò a Parigi per frequentare la Facoltà delle Arti di quella Università, ritenuta la “culla degli studi”. Entrato nell’Ordine francescano (1235-36) assicurò all’Ordine la prima cattedra nello studio parigino.

Dopo il conseguimento del titolo di magister artium (1235-1243), entrò nell’Ordine nel 1243 e iniziò contemporaneamente gli studi di Teologia presso lo studium minoritico.

Nel 1244, dopo il noviziato trascorso nel convento di Parigi, entrò definitivamente nell’Ordine, con il nome di frate Bonaventura.

Nel 1248, dopo i cinque anni di teologia, conseguì il titolo di baccalaureus biblicus.

Dopo questo biennio di tirocinio, Bonaventura conseguì, nel 1250, il grado di baccalaureus sententiarius; e nei due anni successivi cominciò le sue lezioni.

Il risultato di queste lezioni fu la stesura del Commentarius in quattuor libros Sententiarum, la più monumentale delle sue opere.

A partire da 1257, come Ministro Generale, Bonaventura, preso da impegni del nuovo servizio, compì vari viaggi per l’Europa. Il suo obiettivo principale fu quello di conservare l’unità dei Minori, prendendo posizione sia contro la corrente spirituale (influenzata dalle idee di Gioacchino da Fiore e incline ad accentuare la povertà del francescanesimo primitivo), sia contro le tendenze mondane insorte in seno all’Ordine.

Favorì l’inserimento dell’Ordine francescano nel ministero pastorale e nella struttura organizzativa della Chiesa; e nel Capitolo generale di Narbona del 1260, contribuì alla stesura delle prime norme applicative della Regola, dette appunto “Costituzioni Narbonensi”, che dovevano guidare la vita dell’Ordine. 

Nello stesso Capitolo del 1260, gli venne affidato l’incarico di redigere una nuova biografia di san Francesco d’Assisi che, puntualmente presentò al Capitolo generale di Pisa del 1263, con il nome di Legenda Maior, che diventerà la biografia ufficiale nell’Ordine; mentre il Capitolo del 1266, riunito a Parigi, giunse a decretare la distruzione di tutte le biografie precedenti alla Legenda Maior.

Negli ultimi anni della sua vita, Bonaventura intervenne nelle lotte contro l’aristotelismo.

Il 13 giugno 1273, Papa Gregorio X consacrò Bonaventura Vescovo e    Cardinale, con il delicato incarico di preparare un importantissimo evento ecclesiale: il Concilio Ecumenico di Lione 1274, che aveva come scopo il ristabilimento della comunione tra la Chiesa Latina e la Chiesa Greca.

Egli si dedicò a questo compito con molta diligenza, ma non riuscì a vedere la conclusione di quell’assise ecumenica, perché morì durante il suo svolgimento, forse, a causa di un avvelenamento, stando almeno a quanto affermò in seguito il suo segretario, Pellegrino da Bologna. 

Il futuro papa Innocenzo V celebrò le esequie del Cardinale Bonaventura, e venne inumato nella chiesa francescana di Lione.

Nel 1434 la salma venne traslata in una nuova chiesa, dedicata a San Francesco d’Assisi; la tomba venne aperta e la sua testa venne trovata in perfetto stato di conservazione: questo fatto ne facilitò la canonizzazione, che avvenne ad opera del papa francescano Sisto IV, il 14 aprile 1482; mentre il 14 maggio 1588 venne insignito del titolo di dottore della Chiesa, da papa Sisto V.

Il 14 marzo 1490, a seguito della ricognizione del corpo del santo a Lione, venne estratto il braccio destro, per donarlo alla sua città d’origine Bagnoregio, e nel 1491, fu collocata nella concattedrale di San Nicola.

Oggi, pertanto, il santo braccio di san Bonaventura è l’unica reliquia al mondo, dopo la profanazione del suo sepolcro e la dispersione dei suoi resti eseguita dagli Ugonotti nel 1562.  

La festa liturgica si celebra il 15 luglio, giorno della sua morte.

Bonaventura è considerato uno dei pensatori maggiori della tradizione francescana, che grazie a lui si avviò a diventare una vera e propria Scuola di pensiero, sia dal punto di vista teologico che da quello filosofico.

La produzione scientifica di Bonaventura è vastissima: occupa dieci grossi volumi.

Parrocchia San Martino d'Albaro

Genova — Via Silvio Lagustena, 35

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