Santo Presbitero

San Bernardino da Siena

Festa liturgica: 20 maggio

Bernardino si offrì volontario, fino quando la pestilenza cominciò a scemare. Trascorsero poi altri quattro mesi, tra la vita e la morte, essendosi anch’egli contagiato. In quel periodo cominciò a pensare seriamente di scegliere per la sua vita un Ordine religioso. Scelse l’Ordine Francescano e liberatosi di quanto possedeva, l’8 settembre 1402 entrò come novizio nel Convento di San Francesco...

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San Bernardino da Siena
San Bernardino da Siena

peste. Bernardino si offrì volontario, fino quando la pestilenza cominciò a scemare. Trascorsero poi altri quattro mesi, tra la vita e la morte, essendosi anch’egli contagiato. In quel periodo cominciò a pensare seriamente di scegliere per la sua vita un Ordine religioso. Scelse l’Ordine Francescano e liberatosi di quanto possedeva, l’8 settembre 1402 entrò come novizio nel Convento di San Francesco a Siena. Fece la professione religiosa nel 1403 e diventando sacerdote nel 1404. Nel 1405 fu nominato predicatore dal Vicario dell’Ordine e tornò a Siena. Aveva circa 25 anni e per 12 anni, si dedicò allo studio dei grandi dottori e teologi specie francescani; raccogliendo e studiando materiale ascetico, mistico e teologico.

In quel periodo, fu a contatto col mondo contadino ed artigiano delle cittadine

della Regola di s. Francesco, adattandola alle esigenze dei nuovi tempi. Rifiutò per tre volte di essere vescovo di diocesi, che gli furono offerte. Nel 1442, sentendosi oltremodo stanco, rassegnò le sue dimissioni da Ministro generale dell’Ordine. Nel fisico sembrava più vecchio dei suoi 62 anni. Libero da responsabilità riprese a predicare, nonostante il cattivo stato di salute; ma in prossimità de L’Aquila, il suo fisico cedette allo sforzo e il 20 maggio 1444 fu portato in lettiga al convento di San Francesco, dove morì a 64 anni, posto sulla nuda terra come s. Francesco, dietro sua richiesta. I frati che l’accompagnavano, volevano riportare la salma a Siena, ma gli aquilani, accorsi in massa lo impedirono, concedendo solo gli indumenti indossati dal frate oggi conservati nel convento della Capriola a Siena. Il suo corpo fu traslato

la Passione di Cristo, il suo nome rammentava ogni aspetto della sua vita, la povertà del presepio, la modesta bottega di falegname, la penitenza nel deserto, i miracoli della carità divina, la sofferenza sul Calvario, il trionfo della Resurrezione e dell’Ascensione”. La novità di s. Bernardino fu di offrire come oggetto di devozione le iniziali del nome di Gesù, attorniato da efficaci simbolismi, secondo il gusto dell’epoca, amante di stemmi, armi, simboli. Papa Eugenio IV lo definì “il più illustre predicatore e il più irreprensibile maestro, fra tutti quelli che al presente evangelizzano i popoli in Italia e fuori”.

Bernardino nel 1438 venne nominato dal Ministro Generale dell’Ordine Francescano. Nella sua opera di riforma, portò il numero dei conventi da 20 a 200; s’impegnò a fare rinascere lo spirito

San Bernardino nacque l’8 settembre 1380 a Massa Marittima il padre, nobile senese, era governatore della città. A sei anni divenne orfano dei genitori. Si applicò allo studio della Giurisprudenza nella Università di Siena, dove conseguì il dottorato in filosofia e diritto. Aveva 20 anni quando

Siena nel 1400 fu colpita dalla peste. Bernardino si offrì volontario, fino quando la pestilenza cominciò a scemare. Trascorsero poi altri quattro mesi, tra la vita e la morte, essendosi anch’egli contagiato. In quel periodo cominciò a pensare seriamente di scegliere per la sua vita un Ordine religioso. Scelse l’Ordine Francescano e liberatosi di quanto possedeva, l’8 settembre 1402 entrò come novizio nel Convento di San Francesco a Siena. Fece la professione religiosa nel 1403 e diventando sacerdote nel 1404. Nel 1405 fu nominato predicatore dal Vicario dell’Ordine e tornò a Siena. Aveva circa 25 anni e per 12 anni, si dedicò allo studio dei grandi dottori e teologi specie francescani; raccogliendo e studiando materiale ascetico, mistico e teologico.

In quel periodo, fu a contatto col mondo contadi

dei dintorni, imparando a predicare per farsi comprendere da loro, con espressioni, immagini vivaci e aneddoti che colpissero l’attenzione di quella gente semplice. Per una malattia alle corde vocali che per qualche anno lo colpì, rendendo la sua voce molto fioca, Bernardino da Siena, stava per chiedere di essere esonerato dalla predicazione. Ma inaspettatamente un giorno la voce ritornò non soltanto limpida, ma anche musicale e penetrante, ricca di modulazioni.

Formò molti discepoli fra i quali san Giacomo della Marca, san Giovanni da Capestrano, i beati Matteo da Agrigento, Michele Cercano, Bernardino da Feltre e Bernardino da l’Aquila. Nel 1417 iniziò, a Genova, la sua straordinaria predicazione per le città italiane, dove si verificava un grande afflusso di fedeli che faceva riempire le piazze; tutta la cittadinanza partecipava con le autorità in testa, e i fedeli

affluivano anche dai paesi vicini per ascoltarlo. A Milano espose per la prima volta alla venerazione dei fedeli, la tavoletta con il trigramma IHS. Dalle trascrizioni dei suoi sermoni, si conosce il motivo del suo straordinario successo; sceglieva argomenti che potevano interessare i fedeli di una città ed evitava le formulazioni astruse o troppo elaborate. Per lui il “dire chiaro e breve” non andava disgiunto dal “dire bello”, e per farsi comprendere usava racconti, parabole, aneddoti; canzonando superstizioni, mode, vizi. Sapeva comprendere le debolezze umane, ma era intransigente con gli usurai, considerati da lui le creature più abbiette della terra. Le conversioni spesso clamorose, le riconciliazioni ai Sacramenti di peccatori incalliti, erano così numerosi, che spesso i sacerdoti erano insufficienti per le confessioni e

me fa il sole, e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità. Il calore del sole è diffuso dai raggi, ed ecco allora i dodici raggi serpeggianti cioè i dodici Apostoli e poi da otto raggi diretti che rappresentano le beatitudini; la fascia che circonda il sole rappresenta la felicità dei beati che non ha termine, il celeste dello sfondo è simbolo della fede; l’oro dell’amore. Bernardino allungò anche l’asta sinistra dell’H, tagliandola in alto per farne una croce. Tutto il simbolo è circondato da una cerchia esterna con le parole in latino tratte dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra”. Il trigramma ebbe un gran successo, diffondendosi in tutta Europa. Diceva s. Bernardino: “che mentre la croce evocava

per distribuire l’Eucaristia. Quando le leggi che reggevano un Comune, una Signoria, una Repubblica, erano ingiuste e osservarle significava continuare l’ingiustizia, Bernardino da Siena, in questi casi dichiarava sciolti dal giuramento i pubblici ufficiali e invitava la città a darsi nuove leggi ispirate al vangelo. Il trigramma del nome di Gesù, divenne un emblema celebre e diffuso in ogni luogo, sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena campeggia enorme e solenne. Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso, per questo è considerato patrono dei pubblicitari; il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro, sopra vi sono le lettere IHS di “Iesus Hominum Salvator” (Gesù Salvatore degli uomini).

Ogni elemento del simbolo, ha un significato: il sole centrale è chiara allusione a Cristo che dà la vita co

le autorità in testa, e i fedeli affluivano anche dai paesi vicini per ascoltarlo. A Milano espose per la prima volta alla venerazione dei fedeli, la tavoletta con il trigramma IHS. Dalle trascrizioni dei suoi sermoni, si conosce il motivo del suo straordinario successo; sceglieva argomenti che potevano interessare i fedeli di una città ed evitava le formulazioni astruse o troppo elaborate. Per lui il “dire chiaro e breve” non andava disgiunto dal “dire bello”, e per farsi comprendere usava racconti, parabole, aneddoti; canzonando superstizioni, mode, vizi. Sapeva comprendere le debolezze umane, ma era intransigente con gli usurai, considerati da lui le creature più abbiette della terra. Le conversioni spesso clamorose, le riconciliazioni ai Sacramenti di peccatori incalliti, erano così numerosi, che spesso i sacerdoti erano in

sufficienti per le confessioni e per distribuire l’Eucaristia. Quando le leggi che reggevano un Comune, una Signoria, una Repubblica, erano ingiuste e osservarle significava continuare l’ingiustizia, Bernardino da Siena, in questi casi dichiarava sciolti dal giuramento i pubblici ufficiali e invitava la città a darsi nuove leggi ispirate al vangelo. Il trigramma del nome di Gesù, divenne un emblema celebre e diffuso in ogni luogo, sulla facciata del Palazzo Pubblico di Siena campeggia enorme e solenne. Il trigramma fu disegnato da Bernardino stesso, per questo è considerato patrono dei pubblicitari; il simbolo consiste in un sole raggiante in campo azzurro, sopra vi sono le lettere IHS di “Iesus Hominum Salvator” (Gesù Salvatore degli uomini).

Ogni elemento del simbolo, ha un significato: il sole centrale è chiara allusio

ne a Cristo che dà la vita come fa il sole, e suggerisce l’idea dell’irradiarsi della Carità. Il calore del sole è diffuso dai raggi, ed ecco allora i dodici raggi serpeggianti cioè i dodici Apostoli e poi da otto raggi diretti che rappresentano le beatitudini; la fascia che circonda il sole rappresenta la felicità dei beati che non ha termine, il celeste dello sfondo è simbolo della fede; l’oro dell’amore. Bernardino allungò anche l’asta sinistra dell’H, tagliandola in alto per farne una croce. Tutto il simbolo è circondato da una cerchia esterna con le parole in latino tratte dalla Lettera ai Filippesi di San Paolo: “Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra”. Il trigramma ebbe un gran successo, diffondendosi in tutta Europa. Diceva s. Bernardino: “che mentre la croce evocava

no ed artigiano delle cittadine dei dintorni, imparando a predicare per farsi comprendere da loro, con espressioni, immagini vivaci e aneddoti che colpissero l’attenzione di quella gente semplice. Per una malattia alle corde vocali che per qualche anno lo colpì, rendendo la sua voce molto fioca, Bernardino da Siena, stava per chiedere di essere esonerato dalla predicazione. Ma inaspettatamente un giorno la voce ritornò non soltanto limpida, ma anche musicale e penetrante, ricca di modulazioni.

Formò molti discepoli fra i quali san Giacomo della Marca, san Giovanni da Capestrano, i beati Matteo da Agrigento, Michele Cercano, Bernardino da Feltre e Bernardino da l’Aquila. Nel 1417 iniziò, a Genova, la sua straordinaria predicazione per le città italiane, dove si verificava un grande afflusso di fedeli che faceva riempire le piazze; tutta la cittadinanza partecipava con

Parrocchia San Martino d'Albaro

Genova — Via Silvio Lagustena, 35

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