Vescovo e Dottore della Chiesa

Sant'Alberto Magno

Festa liturgica: 15 novembre

Alberto di Bollstadt (Lauingen c. 1206 – Colonia 1280), domenicano, maestro di San Tommaso d'Aquino, detto il "Dottore universale". Dichiarato Santo e Dottore della Chiesa da Pio XI nel 1931.

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Sant'Alberto Magno
Sant'Alberto Magno

Sant'Alberto Magno è considerato il più grande filosofo e teologo tedesco del Medioevo sia per la sua grande erudizione che per il suo impegno nel tenere distinto l'ambito filosofico da quello teologico. Egli ha consentito all'incontro tra pensiero cristiano e filosofia aristotelica, aprendo la via a San Tommaso d'Aquino.

Alberto, della nobile famiglia Bollstadt, prese ancora giovanissimo l'Abito dei Predicatori dalle mani del Beato Giordano di Sassonia, immediato successore di San Domenico alla guida dell'Ordine Domenicano. Dopo aver trionfato nel mondo, al giovane studente sembrò ostacolo insormontabile le difficoltà che incontrava nello studio della Teologia, e fu tentato di fuggire dalla casa del Signore. La Madonna, però, di cui era devotissimo, lo animò a perseverare:

«Attendi allo studio della sapienza e affinché non ti avvenga di vacillare nella fede, sul declinare della vita ogni arte di ragionare ti sarà tolta.»

Sotto la tutela della Celeste Madre, Alberto divenne sapiente in ogni ramo della cultura, sì da essere acclamato Dottore universale e meritare il titolo di Grande, ancor quando era in vita. Insegnò teologia a Hildesheim, Friburgo, Ratisbona, Strasburgo e Colonia.

Si trovava nel convento di Colonia, intento nello studio del Liber Sententiarum di Pietro Lombardo, quando nel 1245 gli fu ordinato di recarsi a Parigi. Qui si laureò all'università. Durante il viaggio da Colonia a Parigi ebbe tra i suoi ascoltatori Tommaso d'Aquino, un giovane silenzioso che tutti chiamavano il «bue muto». Il nuovo discepolo accompagnò il suo maestro a Parigi e nel 1248 tornò con lui al nuovo Studium Generale di Colonia.

Fu Provinciale di Germania e nel 1260 Vescovo di Ratisbona, alla cui sede rinunziò per darsi di nuovo all'insegnamento e alla predicazione. Fu arbitro e messaggero di pace in mezzo ai popoli, e al Concilio di Lione portò il contributo della sua sapienza per l'unione della Chiesa Greca con quella Latina. Avanzato negli anni saliva ancora vigoroso la cattedra, ma un giorno, come Maria aveva predetto, la sua memoria si spense. Morì il 15 novembre 1280, consumato dalla divina carità. Papa Pio XI nel 1931 lo proclamò Santo e Dottore della Chiesa. Il 16 dicembre 1941 Papa Pio XII lo dichiarò Patrono dei cultori delle scienze naturali.

Parrocchia San Martino d'Albaro

Genova — Via Silvio Lagustena, 35

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