Soldato, monaco, vescovo.
Nella vita di chi donò metà del suo mantello ad un povero
e vide in lui il volto di Cristo il monito al nostro impegno come comunità
gli uni verso gli altri verso Cristo stesso.
Biografia
Martino nacque intorno al 316 d.C. a Sabaria (nell'odierna Szombathely, Ungheria), nella provincia romana di Pannonia. Figlio di un tribuno militare, crebbe a Pavia (Ticinum), dove il padre era di stanza. Fin da giovanissimo sentì l'attrazione per la vita cristiana, ma la legge imperiale — che imponeva ai figli dei militari di arruolarsi — lo costrinse a indossare le armi attorno ai quindici anni, prestando servizio nella guardia imperiale di Costantino II e poi di Giuliano.
«Nei pressi delle porte di Amiens, durante un inverno particolarmente rigido, Martino incontrò un povero seminudo che tremava dal freddo. Con la sua spada tagliò in due il mantello militare e ne diede metà all'uomo bisognoso. La notte seguente, in sogno, vide Cristo avvolto in quella metà del mantello, che diceva agli angeli: "Martino, ancora catecumeno, mi ha ricoperto con questo mantello."»Sulpicio Severo, Vita Sancti Martini, III, 1–3 (inizio IV sec.)
Dopo quella visione chiese di ricevere il battesimo (probabilmente nel 336) e, ottenuto il congedo dall'esercito dopo essersi rifiutato di combattere («Sono soldato di Cristo, non mi è lecito combattere»), cercò la guida spirituale di Ilario di Poitiers.
Dopo un viaggio in Pannonia per convertire i suoi genitori, Martino tornò in Gallia e fondò nei pressi di Poitiers, attorno al 360, il monastero di Ligugé — il più antico d'Occidente tuttora abitato. Riunitosi a Ilario, poté dedicarsi alla vita contemplativa che aveva sempre desiderato.
Nel 371, contro la sua volontà, fu acclamato dal popolo vescovo di Tours. Rifiutò gli onori del palazzo episcopale e si ritirò a vivere in una cella fuori dalla città, che divenne il nucleo del grande monastero di Marmoutier (Maius Monasterium), da cui irradiò un'intensa opera di evangelizzazione delle campagne galliche, abbattendo idoli e templi pagani.
Fu vescovo instancabile: percorse a piedi o in barca tutta la sua diocesi, portando la fede anche nei villaggi più remoti. Difese con coraggio Priscilliano dalla pena di morte (primo caso di eresia punita con la vita), opponendosi all'intervento del potere civile nella questione ecclesiastica.
Martino morì l'8 novembre 397 a Candes (oggi Candes-Saint-Martin), mentre visitava una comunità in conflitto. Aveva circa 80 anni. Il suo corpo fu trasportato a Tours il 11 novembre — data divenuta la sua festa liturgica. La sua tomba divenne uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio del Medioevo europeo; la cappa (il frammento del mantello) era custodita come reliquia e portata in battaglia dai re franchi.
San Martino ha lasciato un segno profondo nella cultura e nel calendario popolare europeo.
San Martino è venerato come patrono di:
Preghiera ufficiale della Chiesa
La Chiesa celebra la memoria di San Martino il 11 novembre (memoria obbligatoria nel Rito Romano). Di seguito i riferimenti per pregare con la Chiesa nella sua festa.
Martino, dunque, sentendo avvicinarsi la propria morte, comunicò ai fratelli che era prossimo a partire. E poiché i discepoli si addoloravano e piangevano, li esortò così: «Perché piangete, fratelli? Il Signore sarà il vostro protettore e io non abbandonerò la vostra compagnia.»
Era ormai giunto il momento in cui doveva passare a Cristo. Giacque su un cilicio coperto di cenere. Disse che non era degno di morire su altro letto. Lo pregarono di permettere almeno che si mettesse sotto di lui della paglia. Rispose che era necessario che il cristiano morisse sulla cenere, e che egli avrebbe peccato se lasciasse ai posteri un esempio diverso.
Rito Romano Ordinario
Testi liturgici propri della Memoria Obbligatoria di San Martino di Tours, Vescovo dal Missale Romanum (ed. III, 2002).
Susciterò per me un sacerdote fedele, che agirà secondo il mio cuore e il mio spirito; io gli edificherò una casa sicura e camminerà sempre davanti al mio consacrato.
Suscitabo mihi sacerdotem fidelem, qui iuxta cor meum et animam meam faciet: et aedificabo ei domum fidelem, et ambulabit coram christo meo semper.
O Dio, che nel vescovo san Martino hai dato alla tua Chiesa un modello insigne di carità evangelica, fa' che, imitandone la fede e le opere, possiamo essere partecipi della sua gloria nel tuo regno. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
Deus, qui in sancto Martino episcopo Ecclesiam tuam mirifica caritate ditasti, concede, ut, eius fidem atque opera imitantes, in aeternum gloriam pervenire mereamur. Per Dominum nostrum Iesum Christum…
Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l'anno di grazia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, per consolare tutti gli afflitti, per allietare gli afflitti di Sion, per dare loro una corona invece della cenere, olio di letizia invece dell'abito da lutto.
Spiritus Domini super me, eo quod unxerit Dominus me; ad annuntiandum mansuetis misit me, ut mederer contritis corde et praedicarem captivis libertatem et clausis apertionem; ut praedicarem annum placabilem Domino et diem ultionis Deo nostro; ut consolarer omnes lugentes; ut ponerem lugentibus Sion, ut darem eis coronam pro cinere.
Rit. Il giusto splende come luce nelle tenebre.
Beato l'uomo che teme il Signore / e nei suoi comandamenti trova grande gioia. (Rit.)
La sua stirpe sarà potente sulla terra, / la discendenza dei giusti sarà benedetta. (Rit.)
Egli distribuisce largamente ai poveri, / la sua giustizia rimane per sempre;
la sua forza s'innalza nella gloria. (Rit.)
Beatus vir qui timet Dominum, / in mandatis eius volet nimis. (R/)
Potens in terra erit semen eius; / generatio rectorum benedicetur. (R/)
Dispersit, dedit pauperibus; / iustitia eius manet in saeculum saeculi;
cornu eius exaltabitur in gloria. (R/)
Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me, dice il Signore.
Quamdiu fecistis uni ex fratribus meis minimis, mihi fecistis, dicit Dominus.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria, con tutti i suoi angeli,
siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti
i popoli: egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore
dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti
del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla
creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,
ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere
e siete venuti a trovarmi."
Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando ti abbiamo visto affamato
e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando
mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito?
Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?"
E il re risponderà loro: "In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto
a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me."»
In illo tempore: dixit Iesus discipulis suis:
«Cum venerit Filius hominis in maiestate sua, et omnes angeli cum eo, tunc
sedebit super sedem maiestatis suae. Et congregabuntur ante eum omnes gentes;
et separabit eos ab invicem, sicut pastor segregat oves ab haedis…
Tunc dicet rex his, qui a dextris eius erunt: "Venite, benedicti Patris mei,
possidete paratum vobis regnum a constitutione mundi. Esurivi enim, et dedistis
mihi manducare; sitivi, et dedistis mihi bibere; hospes eram, et collegistis me;
nudus, et operuistis me…"
Et respondentes ei dicent: "Domine, quando te vidimus esurientem et pavimus,
aut sitientem et dedimus tibi potum?…"
Et respondens rex dicet illis: "Amen dico vobis: quamdiu fecistis uni
ex his fratribus meis minimis, mihi fecistis."»
Accogli, o Signore, la nostra offerta nel giorno in cui celebriamo la memoria di san Martino, affinché queste oblazioni servano alla tua gloria e alla salvezza dei tuoi fedeli. Per Cristo nostro Signore.
Suscipe, Domine, munera nostra in commemoratione sancti Martini oblata, ut haec oblatio tuae sit grata maiestati et ad salutem proficiat tuorum fidelium. Per Christum Dominum nostrum.
In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me, dice il Signore.
Amen dico vobis: quamdiu fecistis uni ex his fratribus meis minimis, mihi fecistis, dicit Dominus.
Nutriti da questi santi misteri, ti supplichiamo, o Signore: per intercessione di san Martino, concedi che, imitando la sua carità, possiamo giungere alla pienezza della vita eterna. Per Cristo nostro Signore.
Refecti sacris mysteriis, te, Domine, suppliciter exoramus: ut, intercedente sancto Martino, caritatem eius imitantes, ad plenitudinem vitae aeternae pervenire mereamur. Per Christum Dominum nostrum.
Fonte liturgica
I testi propri sono tratti dal Missale Romanum, Editio Typica Tertia (2002), 11 Novembris — Sancti Martini, Episcopi, Memoria.
Proprio completo — Maranatha.itArte e iconografia
San Martino è uno dei santi più rappresentati nell'arte occidentale. La scena del mantello condiviso è il soggetto iconografico per eccellenza.
Le opere citate sono di pubblico dominio o sotto licenza Creative Commons. Fonti: Wikimedia Commons, National Gallery of Art (Washington), Basilica di San Francesco (Assisi).
La nostra parrocchia porta il nome di questo grande santo. Come lui, siamo chiamati a riconoscere Cristo nel povero e nel fratello.