La Vergine dei Sette Dolori, presente nel cuore di questa comunità fin dal 1844. Patrona celeste della Parrocchia di San Martino d'Albaro.
Devozione universale
La devozione alla Mater Dolorosa — la Madre che condivide il dolore del Figlio — si diffuse soprattutto nei Paesi del Mediterraneo a partire dalla fine del XIII secolo. Fu Papa Pio VII nel 1814 a introdurla nel calendario liturgico romano, fissandola al 15 settembre — il giorno dopo l'Esaltazione della Santa Croce — quasi a prolungare il mistero della croce attraverso lo sguardo e il cuore di Maria.
La figura della Madre dei dolori che soffre per la Passione del Figlio ha dato origine a innumerevoli rappresentazioni nell'arte, nella musica sacra e nella pietà popolare. Fra le testimonianze più alte di questa devozione vi è il popolarissimo Stabat Mater — «Stava la Madre addolorata» — attribuito a Jacopone da Todi († 1306), frate francescano e poeta mistico. La sequenza è ancora oggi cantata solennemente nella Messa del 15 settembre.
La tradizione della Chiesa ha individuato sette momenti di dolore nella vita di Maria, simboleggiati dalla spada che trafigge il suo cuore nell'iconografia classica.
La Madonna Addolorata è patrona di numerose diocesi, città e congregazioni religiose. È patrona principale dell'ordine dei Servi di Maria (Serviti), fondato nel 1233 a Firenze, il cui carisma è interamente centrato sulla compassione per i dolori di Maria. È venerata come patrona di molte nazioni, tra cui lo Sri Lanka, la Repubblica slovacca e molte regioni italiane.
Nella nostra Parrocchia di San Martino d'Albaro è Patrona ufficiale: Un quadro votivo di origine ottocentesca, è custodita nella chiesa ed è uno dei tesori artistici e spirituali più cari alla comunità parrocchiale.
Quadro votivo ottocentesco della BVM Addolorata
Quadro votivo ottocentesco della Madonna Addolorata è protagonista cappella laterale a lei dedicata.
Genova · San Martino d'Albaro
Una storia di fede profonda, di voti e di grazia. Le tappe fondamentali del culto alla Vergine dei Dolori nella nostra comunità parrocchiale, documentate dall'Arciprete Mons. Giuseppe Lanfranconi nella «Storia della Chiesa di San Martino».
In questa Parrocchia la «Memoria dei dolori di Maria SS.» veniva celebrata in due ricorrenze tradizionali: nel periodo del Carnevale, con intenzione riparatrice, e nella terza domenica di settembre, quale festa liturgica della Chiesa universale. La devozione alla Vergine Addolorata ha toccato nel tempo la vita intera della comunità: come protettrice della città contro il colera e i siccità, entrambi vinti con Maria nel 1854, e come sorgente di fede, di riparazione e di identità comunitaria.
«Quando alla Vergine dei dolori ricorremmo —Iscrizione nella chiesa di San Martino d'Albaro, 1857
e primo decennale tributo di laudi e di grazie - nel giugno 1857 —
con fede la Benigna ci sorrise nelle speranza.
Proteggitrice nostra perpetua.»
Durante il Carnevale, l'Arciprete pubblicò una lettera pastorale sul dolore di Maria Madre del Redentore per le offese recate a Dio. La risposta della popolazione fu di composta devozione: la chiesa si radunò attorno all'Addolorata come segno di riparazione e di rinnovamento spirituale.
Completati i lavori di ampliamento della chiesa parrocchiale iniziati nel 1846, il nuovo edificio fu consacrato sotto il patrocinio della Regina dei Martiri — la Madonna Addolorata. La cerimonia si tenne nella domenica di Quinquagesima del 1847, con processione solenne e Te Deum.
A Pasqua il cielo sembrava schiarirsi dopo il colera. L'Arciprete invitò il popolo a una processione solenne di penitenza. Il 16 aprile 1854 una grande processione si svolse: il popolo piangente e i sacerdoti scalzi promisero solennemente alla Madonna Addolorata una festa dell'Incoronazione e la costruzione di una più grande campana dedicata a Lei.
Nell'anno del primo decennale dell'ampliamento, l'Arciprete confermò in nome di tutta la popolazione il voto fatto nel 1854. Straordinari festeggiamenti con la partecipazione dell'Ordinario diocesano. La chiesa fu decorata con fiori e lumi; la statua fu portata in processione con grande solennità. L'iscrizione commemorativa fu posta nella chiesa come memoria perpetua.
Gli eventi storici riportati sono tratti dalla «Storia della Chiesa di San Martino» del canonico Mons. Giuseppe Lanfranconi, arciprete della parrocchia, riportata da S. Martino dal 1843 al 1866.
Preghiera ufficiale della Chiesa
La Chiesa celebra la Memoria Obbligatoria della Beata Vergine Maria Addolorata il 15 settembre, giorno dopo l'Esaltazione della Santa Croce.
O tu, chiunque tu sia, che nella tempesta di questo secolo ti accorgi di essere trascinato più dalla marea dei casi avversi che cammini sulla terra, non distogliere gli occhi dallo splendore di questa stella, se non vuoi essere sommerso dai flutti. Se si alzano i venti delle tentazioni, se incappi nelle rocce delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria.
O vergine, vergine beata! Quale cuore non può essere mosso da compassione nel vedere sorgere in te questo supplizio? Quale cuore di pietra non si commuove? Non vi è niente di simile nei secoli, non vi è niente come questo, poiché tu hai sofferto di un dolore singolare, mentre hai generato gioia singolare.
Sequenza liturgica
La Sequenza facoltativa della Messa del 15 settembre — uno dei testi poetici più celebri della letteratura cristiana. Attribuita a Jacopone da Todi († 1306), è stata musicata da Pergolesi, Vivaldi, Haydn, Schubert, Rossini e molti altri.
Stava la Madre addolorata
presso la Croce in lacrime
mentre pendeva il Figlio.
Stabat Mater dolorosa
iuxta Crucem lacrimosa,
dum pendebat Fílius.
La sua anima gemente,
contristata e dolente,
una spada trapassò.
Cuius ánimam gementem,
contristátam et doléntem,
pertransívit gládius.
Come fu triste e afflitta
quella Madre benedetta
del suo Figlio Unigenito!
O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti!
Che gemeva e si doleva,
pietosa, tremava
vedendo le pene del suo glorioso Figlio.
Quae mærébat et dolébat,
pia Mater, dum vidébat
Nati pœnas íncliti.
Chi è l'uomo che non piange
vedendo la Madre di Cristo
in tanto supplizio?
Quis est homo, qui non fleret,
Matrem Christi si vidéret
in tanto supplício?
Chi non potrebbe contristarsi
vedendo la Madre pietosa
condividere le pene del Figlio?
Quis non posset contristári,
Matrem Christi contemplári
doléntem cum Fílio?
Per i peccati del suo popolo
ella vide Gesù in tormenti,
abbandonato alle sferzate.
Pro peccátis suæ gentis
vidit Iesum in torméntis,
et flagéllis súbditum.
Vide il suo dolce Figlio
morire desolato,
fin che rese lo spirito.
Vidit suum dulcem Natum
moriéndo desolátum,
dum emísit spíritum.
Eia, Madre, fonte d'amore,
fammi sentire la forza del dolore,
affinché io pianga con te.
Eia, Mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.
Fa' che il mio cuore arda
nell'amare Cristo Dio,
affinché a Lui io piaccia.
Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.
Vergine tra le vergini eletta,
non essere amara verso di me:
fammi piangere con te.
Virgo vírginum præclára,
mihi iam non sis amára;
fac me tecum plángere.
Quando il corpo morirà,
fa' che all'anima sia data
la gloria del Paradiso. Amen.
Fac, ut ánimæ donétur
paradísi glória.
Amen.
La sequenza completa conta 20 strofe. Testo integrale latino: Maranatha.it
Rito Romano Ordinario
Testi liturgici propri della Memoria Obbligatoria della Beata Vergine Maria Addolorata dal Missale Romanum (ed. III, 2002).
Simeone disse a Maria: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele; ed è segno di contraddizione; e anche a te una spada trafiggerà l'anima, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori.»
Dixit Símeon ad Maríam: Ecce pósitus est hic in ruínam et in resurrectiónem multórum in Israël, et in signum cui contradicétur: et tuam ipsíus ánimam pertransíbit gládius, ut revelentur ex multis córdibus cogitatiónes.
O Padre, che accanto al tuo Figlio innalzato sulla croce hai voluto presente la sua Madre Addolorata: fa' che la santa Chiesa, associata con lei alla passione del Cristo, meriti di partecipare alla gloria della risurrezione. Per il nostro Signore Gesù Cristo…
Deus, qui Fílio tuo in cruce exaltáto Matrem tuam compatién tem astáre voluísti, da Ecclésiæ tuæ, ut, Christi passiónis cum ipsa consors effécta, resurrectiónis glóriam percípere mereátur. Per Dóminum nostrum Iesum Christum…
Nei giorni della sua vita terrena Cristo offrì preghiere e suppliche, con forti grida e lacrime, a Dio che poteva salvarlo dalla morte e fu esaudito per la sua pietà. Pur essendo Figlio, imparò l'obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono.
Christus in diébus carnis suæ preces supplicationésque ad eum qui possit illum salvum fácere a morte cum clamóre valído et lácrymis offérens, exaudítus est pro sua reveréntia; et quidem cum esset Fílius, dídicit ex iis quæ passus est obœdiéntiam, et consummátus factus est ómnibus obœdiéntibus sibi causa salútis ætérnæ.
Rit. Salvami, Signore, per la tua misericordia.
In te, Signore, mi sono rifugiato, / mai sarò deluso;
difendimi per la tua giustizia. (Rit.)
Sii per me una roccia di rifugio, / una fortezza che mi salva.
Sei tu la mia roccia e la mia fortezza. (Rit.)
Mi affido alle tue mani; / tu mi riscatti, Signore, Dio fedele. (Rit.)
Io confido in te, Signore; / ho detto: «Sei tu il mio Dio». (Rit.)
In te, Dómine, sperávi, non confúndar in ætérnum:
in iustítia tua líbera me. (R/)
Esto mihi in Deum protectórem et in domum refúgii.
Tu es fortitúdo mea et refúgium meum. (R/)
In manus tuas comméndo spíritum meum;
redemísti me, Dómine, Deus veritátis. (R/)
Ego autem in te sperávi, Dómine;
dixi: Deus meus es tu. (R/)
Beata sei tu, o Vergine Maria, che hai portato il Creatore di tutte le cose; hai generato Colui che ti ha creata, e rimani Vergine per sempre.
Beáta es, Virgo María, quæ ómnium portásti Creatórem; genuísti qui te fecit et in ætérnum permánes Virgo.
In quel tempo, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!» Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quell'ora il discepolo la prese nella sua casa.
In illo témpore: stabant iuxta crucem Iesu mater eius, et soror matris eius, María Cléophæ, et María Magdaléne. Cum vidísset ergo Iesus matrem et discípulum stantem, quem dilígebat, dicit matri: «Múlier, ecce fílius tuus.» Deínde dicit discípulo: «Ecce mater tua.» Et ex illa hora accépit eam discípulus in sua.
Accogli, o Signore, i doni che ti offriamo nella festiva commemorazione della Vergine Addolorata, e per la sua intercessione concedi che imitiamo ciò che celebriamo e impariamo ad amare come lei i dolori del Figlio tuo. Per Cristo nostro Signore.
Súscipe, Dómine, múnera quæ in solemnitáte Vírginis Maríæ Dolorósæ tíbi offérimus, et eius intercessióne concéde, ut quod celebrámus imitémur, et quæ gérimus in actiónem fídei transferámus. Per Christum Dóminum nostrum.
Da quell'ora il discepolo la prese nella sua casa.
Et ex illa hora accépit eam discípulus in sua.
Nutriti dal corpo e dal sangue del tuo Figlio, o Dio, per intercessione della Vergine Addolorata, concedi a noi tuoi fedeli di essere sempre associati alla passione di Cristo, affinché possiamo partecipare alla sua risurrezione. Per Cristo nostro Signore.
Súmpsimus, Dómine, pignus redemptiónis ætérnæ: quod nos, intercedénte Vírgine María Dolorósa, Christi passióni semper unítos, resurrectiónis consortes éffici fácias. Per Christum Dóminum nostrum.
Fonte liturgica
Testi dal Missale Romanum, Editio Typica Tertia (2002), 15 Septembris — Beatæ Mariæ Vírginis Dolorósæ, Memoria.
Proprio completo — Maranatha.itArte e iconografia
La Madonna Addolorata è uno dei soggetti iconografici più profondi dell'arte cristiana: dalla Pietà michelangiolesca alle pale d'altare barocche, fino alle processioni popolari di oggi.
Opere di pubblico dominio. Fonti: Musei Vaticani, Museo del Prado, Wikimedia Commons.
La nostra comunità è affidata alla sua protezione dal 1854. Ogni anno, il 15 settembre, rinnoviamo questo legame di fede e devozione.