immagine copertina novena natale 2025 parrocchia san martino dalbaro

16 - 24 Dicembre 2025: disponibili i pdf con la traccia della Novena di Natale per pregare insieme

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Scarica i due libretti della novena di Natale 2025

Disponibili in formato pdf da avere sempre con te!

Abbiamo pensato di pubblicare i testi della novena che sarà pregata in chiesa durante i giorni che vanno dal 16 Dicembre al 23 dicembre 2025. Un momento semplice di preghiera comunitaria aspettando Gesù, re che sta per giungere! Clicca qui sotto per scaricare i due file e tenerli sempre a portata!

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Tempo di Natale 2025: orari delle celebrazioni

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Orari delle ss. Messe e celebrazioni

dalla vigilia del 24 alla vespertina del 06 Gennaio 2025

Mercoledì 24 Dicembre: 

- Ore 17.00: Esposizione Eucaristica;
- Ore 17.15: Canto dei Primi Vespri di Natale;
- Ore 18.00: Santa Messa Solenne prefestiva (Vigilia) di Natale;
- Ore 22.30: Santa Messa della Notte di Natale;

Giovedi 25 Dicembre - Natale del Signore

- Ore 09.00: Santa Messa dell'Aurora;
- Ore 11.00: Santa Messa del Giorno;
- Ore 18.00: Santa Messa del Giorno;

 

Venerdi 26 Dicembre - Santo Stefano. 
Sante Messe con orario feriale (09.00 - 18.00)

 

Mercoledì 31 Dicembre - Solennità di Maria Madre di Dio

- Ore 17.00: Esposizione Eucaristica;
- Ore 17.30: Canto dei Primi Vespri di Maria Madre di Dio;
- Ore 18.00: Santa Messa al termine canto del "Te Deum" di ringraziamento;

Giovedì 01 Gennaio - Solennità di Maria Madre di Dio

- Ore 09.00: Santa Messa;
- Ore 11.00: Santa Messa;
- Ore 18.00: Santa Messa;

Lunedi 05 Gennaio - Solennità dell'Epifania del Signore

- Ore 17.00: Esposizione Eucaristica;
- Ore 17.30: Canto dei Primi Vespri dell'Epifania;
- Ore 18.00: Santa Messa prefestiva;

Martedì 06 Gennaio - Solennità dell'Epifania del Signore

- Ore 09.00: Santa Messa;
- Ore 11.00: Santa Messa;
- Ore 18.00: Santa Messa;

 

 

Ordinazione Diaconale Andrea Macchiavello 3 di 3

16 Novembre 2025: Ordinazione Diaconale di Andrea Macchiavello

Ordinazione Diaconale Andrea Macchiavello 3 di 3

Ordinazione di Andrea Macchiavello

Un pomeriggio di grazia

**𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐃𝐢𝐚𝐜𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐧𝐝𝐫𝐞𝐚 𝐌𝐚𝐜𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞𝐥𝐥𝐨** «𝑅𝑖𝑐𝑒𝑣𝑖 𝑖𝑙 𝑉𝑎𝑛𝑔𝑒𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝐶𝑟𝑖𝑠𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑒𝑖 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑙'𝑎𝑛𝑛𝑢𝑛𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒: 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑐𝑙𝑎𝑚𝑖, 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑎 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑒𝑑𝑒, 𝑣𝑖𝑣𝑖 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑒𝑔𝑛𝑖» Gioia questo pomeriggio nella cattedrale di San Lorenzo a Genova per l'Ordinazione Diaconale di Andrea Macchiavello. Grazie all'imposizione delle mani da parte dell'arcivescovo Mons Marco Tasca, all'invocazione litanica dei santi e alla grande preghiera consacratoria, 𝑨𝒏𝒅𝒓𝒆𝒂 𝒆̀ 𝒅𝒊𝒗𝒆𝒏𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒅𝒊𝒂𝒄𝒐𝒏𝒐 𝒊𝒏 𝒗𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒃𝒊𝒕𝒆𝒓𝒂𝒕𝒐. Significative le parole rituali che abbiamo scelto per aprire questo post, tratte dal rito e pronunciate dall'arcivescovo; ancora più importante l'invito fatto da mons. Marco Tasca durante la sentita omelia: "𝒓𝒊𝒎𝒂𝒏𝒆𝒕𝒆 𝒇𝒊𝒔𝒔𝒊 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒐 𝒔𝒈𝒖𝒂𝒓𝒅𝒐 𝒔𝒖 𝑮𝒆𝒔𝒖̀" e ancora: "riconoscete Gesù nei poveri". Inutile dire che 𝒍𝒐 𝒂𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒊𝒏 𝒑𝒂𝒓𝒓𝒐𝒄𝒄𝒉𝒊𝒂 come segno dell'amore di Dio per la nostra comunità parrocchiale (anche se di servizio sarà destinato altrove) e per 𝒓𝒊𝒏𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒂𝒓𝒍𝒐 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐 "𝑬𝒄𝒄𝒐𝒎𝒊!". In questi anni, senza accorgercene, il Signore ci ha fatto tante grazie: cosi come ci invitò il card. Bagnasco, "𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑚𝑒𝑡𝑡𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑒 𝑒 𝑙'𝑬𝒖𝒄𝒂𝒓𝒊𝒔𝒕𝒊𝒂, 𝑢𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑏𝑒𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑖 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑎!". Continuiamo a guardare avanti e fissi verso Gesù!

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08-09 Novembre: Festa titolare di San Martino di Tours! Ecco il programma delle celebrazioni

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Sabato 08 e Domenica 9 Novembre 2025

Festa titolare di San Martino di Tours!

Si avvicina al clou la festa di san Martino di Tours, nostro santo Titolare.
Mentre sono in corso le 40ore di adorazione eucaristica con particolare intenzione per la pace nel mondo intero e per nuove e sante vocazioni, ricordiamo il programma principale dei festeggiamenti di Sabato 08 e Domenica 09 Novembre 2025.

Sabato 08:
- Santa Messa: ore 08.30;
- Esposizione Eucaristica: ore 09.00;
- Benedizione Eucaristica: ore 12.00;

- Esposizione Eucaristica: ore 16.00;
- Canto dei Primi Vespri di San Martino: ore 17.15;
- Santa Messa: ore 18.00;

La santa Messa sarà presieduta da don Gabriele Bernagozzi (già nostro viceparroco) e concelebrata da don Germano Andriani e da P. Luca Finocchietti d.O.). Il servizio Musicale è a cura del Gruppo Vocale Jubilus insieme al quartetto d'archi di Genova Sinfonietta. Il servizio liturgico a cura dei ministranti della parrocchia-abbazia di san Martino d'Albaro.

Domenica 09:
- Santa Messa: ore 09.00;
- Santa Messa: ore 11.00;
- Santa Messa: ore 18.00;

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Novena a San Martino di Tours

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Libretto della Novena a San Martino

Prega con noi la Novena al Santo di Tours

Disponbiile da oggi qui sul sito della parrocchia di san Martino d'Albaro il pdf con la preghiera che, giornalmente, sarà recitata al termine delle ss. Messe fino all'inizio della festa titolare.

In fondo al libretto si trova l'INNO A SAN MARTINO composto dal Maestro Christian Mauriglio su testo di Mons. Guido Olivieri nel 2024 e alla nostra parrocchia dedicato. Da quest'anno inizieremo ad impararlo e a cantarlo!

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Solennità di Tutti i Santi e Commemorazione dei fedeli defunti. Orari delle Celebrazioni

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𝐒𝐨𝐥𝐞𝐧𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐒𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐞𝐝𝐞𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐟𝐮𝐧𝐭𝐢

"𝐿𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝐷𝑖𝑜. 𝐴𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑡𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑣𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑜𝑟𝑖𝑠𝑠𝑒𝑟𝑜, 𝑚𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑎𝑐𝑒" (offertorio, Sap. 3, 1-9)

Con venerdi 31 entriamo nella grande solennità di "Tutti i Santi". 𝑳𝒆 𝒄𝒆𝒍𝒆𝒃𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊, 𝒑𝒖𝒓 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒅𝒊 𝒔𝒂𝒃𝒂𝒕𝒐, 𝒉𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒄𝒂𝒓𝒂𝒕𝒕𝒆𝒓𝒆 𝒇𝒆𝒔𝒕𝒊𝒗𝒐 (𝒆 𝒅𝒐𝒎𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂𝒍𝒆). Questi gli orari: 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐫𝐝𝐢 𝟑𝟏 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: - Esposizione Eucaristica ore 17.00 - Canto dei Primi Vespri ore 17.30 - Santa Messa Vigiliare (prefestiva) ore 18.00 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: - Santa Messa ore 09.00; - Santa Messa ore 11.00; - Santa Messa ore 18.00; 𝐃𝐨𝐦𝐞𝐧𝐢𝐜𝐚 𝟐 𝐍𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓: 𝑆𝑖 𝑐𝑒𝑙𝑒𝑏𝑟𝑎 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑖 𝑓𝑒𝑑𝑒𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑓𝑢𝑛𝑡𝑖. Gli orari sono i consueti della Domenica: - Santa Messa ore 09.00; - Santa Messa ore 11.00; - Santa Messa ore 18.00;

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Novena in preparazione alla commemorazione dei fedeli defunti

Scarica il Libretto della Novena

Prega con noi anche se sei in casa tua!

Abbiamo reso disponibile tramite il download del pdf che trovate qui sotto il libretto della novena che viene recitata in chiesa al termine delle Ss. Messe feriali fino al 2 Novembre, giorno della commemorazione di tutti i fedeli defunti. Potete scaricarlo, stamparlo, condividerlo sui vostri canali social! Sarà un bel modo di pregare tutti assieme!

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Altare della Madonna del Carmine

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Culto alla Madonna del Carmine

La devozione spontanea alla Vergine Maria, sempre diffusa nella cristianità sin dai primi tempi apostolici, è stata man mano nei secoli, ufficializzata sotto tantissimi titoli, legati alle sue virtù (vedasi le Litanie Lauretane), ai luoghi dove sono sorti Santuari e chiese che ormai sono innumerevoli, alle apparizioni della stessa Vergine in vari luoghi lungo i secoli, al culto instaurato e diffuso da Ordini Religiosi e Confraternite, fino ad arrivare ai dogmi promulgati dalla Chiesa.

Maria racchiude in sé tante di quelle virtù e titoli, nei secoli approfonditi nelle Chiese di Oriente ed Occidente con Concili famosi e studi specifici, tanto da far sorgere una terminologia ed una scienza “Mariologica”, e che oltre i grandi cantori di Maria nell’ambito della Chiesa, ha ispirato elevata poesia anche nei laici, per tutti il sommo Dante che nella sua “preghiera di s. Bernardo alla Vergine” nel XXXIII canto del Paradiso della ‘Divina Commedia’, esprime poeticamente i più alti concetti dell’esistenza di Maria, concepita da Dio nel disegno della salvezza dell’umanità, sin dall’inizio del mondo.

“Vergine madre, figlia del tuo figlio, umile e alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio, tu se’ colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura……”

La Tradizione racconta che già prima del Cristianesimo, sul Monte Carmelo (Il monte Carmelo e una catena montuosa lunga 39 km e larga 7 o 8 km, che si trova nell'Alta Galilea, una regione dello Stato di Israele. La catena si sviluppa da Haifa a Jenin e tocca l'altezza massima di 525 m s.l.m. In senso più restrittivo il nome di monte Carmelo è applicato alla sua estrema propaggine rocciosa a NO, che si infila nel Mar Mediterraneo. Una volta la città di Haifa si trovava ai piedi del monte Carmelo: ora, con lo sviluppo demografico successivo alla nascita dello stato di Israele, il monte Carmelo è diventato uno dei quartieri della città, in cui si trova anche l'Università di Haifa) si ritiravano degli eremiti, vicino alla fontana del profeta Elia, poi gli eremiti proseguirono ad abitarvi anche dopo l’avvento del cristianesimo e verso il 93 un gruppo di essi che si chiamarono poi ”Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, costruirono una cappella dedicata alla Vergine, sempre vicino alla fontana di Elia.

Si iniziò così un culto verso Maria, il più bel fiore di quel giardino di Dio, che divenne la ‘Stella Polare, la Stella Maris’ del popolo cristiano. E sul Carmelo continuarono a vivere gli eremiti, finché nella seconda metà del sec. XII, giunsero alcuni pellegrini occidentali, probabilmente al seguito delle ultime crociate del secolo; proseguendo il secolare culto mariano esistente, si unirono in un Ordine religioso fondato in onore della Vergine, alla quale i suddetti religiosi si professavano particolarmente legati.

L’Ordine non ebbe quindi un fondatore vero e proprio, anche se considera il profeta Elia come suo patriarca e modello; il patriarca di Gerusalemme s. Alberto Avogadro (1206-1214), originario dell’Italia, dettò una ‘Regola di vita’, approvata nel 1226 da papa Onorio III.
Costretti a lasciare la Palestina a causa dell’invasione saracena, i monaci Carmelitani, come ormai si chiamavano, fuggirono in Occidente, dove fondarono diversi monasteri: Messina e Marsiglia nel 1238; Kent in Inghilterra nel 1242; Pisa nel 1249; Parigi nel 1254, diffondendo il culto di Colei che: “le è stata data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron” (Is 35,2).
Il 16 luglio del 1251 la Vergine circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre Generale dell’Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo ‘scapolare’ col ‘privilegio sabatino’, che consiste nella promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la sollecita liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte.
Lo ‘scapolare’ non rappresenta una semplice devozione, ma una forma simbolica di ‘rivestimento’ che richiama la veste dei carmelitani e anche un affidamento alla Vergine, per vivere sotto la sua protezione ed è infine un’alleanza e una comunione tra Maria ed i fedeli.
Papa Pio XII affermò che “chi lo indossa viene associato in modo più o meno stretto, all’Ordine Carmelitano”, aggiungendo “quante anime buone hanno dovuto, anche in circostanze umanamente disperate, la loro suprema conversione e la loro salvezza eterna allo Scapolare che indossavano! Quanti, inoltre, nei pericoli del corpo e dell’anima, hanno sentito, grazie ad esso, la protezione materna di Maria! La devozione allo Scapolare ha fatto riversare su tutto il mondo, fiumi di grazie spirituali e temporali”.

Altri papi ne hanno approvato e raccomandato il culto, lo stesso beato Giovanni XXIII lo indossava, esso consiste di due pezzi di stoffa di saio uniti da una cordicella, che si appoggia sulle scapole e sui due pezzi vi è l’immagine della Madonna.

L’Ordine Carmelitano partito dal Monte Carmelo in Palestina, dove è attualmente ubicato il grande monastero carmelitano “Stella Maris”, si propagò in tutta l’Europa, conoscendo nel sec. XVI l’opera riformatrice dei due grandi mistici spagnoli Giovanni della Croce e Teresa d’Avila.
Nell’Ordine Carmelitano sono fiorite figure eccezionali di santità, misticismo, spiritualità claustrale e di martirio; ne ricordiamo alcuni: S. Teresa d’Avila (1582) Dottore della Chiesa; S. Giovanni della Croce (1591) Dottore della Chiesa; Santa Maria Maddalena dei Pazzi (1607); S. Teresa del Bambino Gesù (1897), Dottore della Chiesa; beato Simone Stock (1265); S. Angelo martire in Sicilia (1225); Beata Elisabetta della Trinità Catez (1906); S. Raffaele Kalinowski (1907); Beato Tito Brandsma (1942); S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein, 1942); suor Lucia, la veggente di Fatima.
Alla Madonna del Carmine, come è anche chiamata, sono dedicate chiese e santuari un po’ dappertutto, essa per la promessa fatta con lo scapolare, è onorata anche come “Madonna del Suffragio” e a volte è raffigurata che trae, dalle fiamme dell’espiazione del Purgatorio le anime purificate.

Durante tutti i secoli trascorsi nella sua devozione, Ella è stata sempre rappresentata con Gesù Bambino in braccio o in grembo che porge lo ‘scapolare’ (tutto porta a Gesù), e con la stella sul manto (consueta nelle icone orientali per affermare la sua verginità).

La sua ricorrenza liturgica è il 16 luglio, giorno in cui nel 1251, apparve al beato Simone Stock, porgendogli lo scapolare.

L'altare della Madonna del Carmine

Pala di sant'Apollonia.

Autore: Giovanni Battista Delle Piane.
 

Il primo altare dal presbiterio a sinistra è dedicato a Santa Apollonia, raffigurata su tela, nell’acme del Martirio.
Il quadro è attribuito a Giovanni Battista Delle Piane, artista originario di San Martino e morto nel 1804.

ll catalogo della soprintendenza delle belle arti indica come datazione del dipinto 1775 - 1799. 

Gli affreschi laterali, sbiaditi e che necessiterebbero di doveroso restauro, sono attribuiti a Valerio Castello. 

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Altare di Sant'Apollonia

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Grado

Solennità

Titolo

Patrona

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Sant'Apollonia: storia del culto

È stata tale la devozione per la santa martire Apollonia, protettrice dei denti e delle relative malattie, che dal Medioevo in poi si moltiplicarono i suoi denti-reliquie miracolosi, venerati dai fedeli e custoditi nelle chiese e oratori sacri dell’Occidente; al punto che papa Pio VI (1775-1799), che era molto rigido su queste forme di culto, fece raccogliere tutti quei denti che si veneravano in Italia, raccolti in un bauletto e pesanti circa tre kg e li fece buttare nel Tevere.

Questo episodio ci aiuta a capire quanta impressione, meraviglia e ammirazione, suscitò il martirio della santa nel mondo cristiano, per i suoi aspetti singolari.

Il suo martirio è riportato dallo storico Eusebio di Cesarea (265-340), che nella sua “Historia Ecclesiastica” scritta nel terzo secolo, trascrive un brano della lettera del vescovo s. Dionigi di Alessandria († 264), indirizzata a Fabio di Antiochia, in cui si narrano alcuni episodi dei quali era stato testimone.

Nell’ultimo anno dell’impero di Filippo l’Arabo (243-249), nonostante che in quel periodo di sei anni, ci fu praticamente una tregua nelle persecuzioni anticristiane, scoppiò nel 248 ad Alessandria d’Egitto una sommossa popolare contro i cristiani, aizzata da un indovino alessandrino.

Molti seguaci di Cristo furono flagellati e lapidati, al massacro non sfuggirono nemmeno i più deboli; i pagani entrarono nelle loro case saccheggiando tutto il trasportabile e devastando le abitazioni. Durante questo furore sanguinario dei pagani, fu presa anche la vergine anziana Apollonia, definita da Eusebio “parthenos presbytès”, che però nell’iconografia sacra, come tutte le sante vergini, è raffigurata in giovane età le furono strappati i denti con una tenaglia.

Poi acceso un rogo fuori la città, la minacciarono di gettarcela viva, se non avesse pronunziato insieme a loro parole di empietà contro Dio.

Apollonia chiese di essere lasciata libera un momento e una volta ottenuto ciò, si lanciò rapidamente nel fuoco venendo incenerita.

L’episodio sarebbe avvenuto alla fine del 248 o inizio 249, quindi Apollonia che era in età avanzata, doveva essere nata negli ultimi anni del II secolo o al principio del III secolo; nella sua lettera il vescovo s. Dionigi afferma, che la sua era stata una vita degna di ogni ammirazione e forse per questa condotta esemplare e per l’apostolato che doveva svolgere, si scatenò la furia dei pagani, che infierirono su di lei con particolare crudeltà.

Il gesto di Apollonia di gettarsi nel fuoco, pur di non commettere un peccato grave, suscitò fra i cristiani ed i pagani di allora, una grande ammirazione e nei secoli successivi fu oggetto di considerazione dottrinale.

Volle sottrarsi ad ulteriori dolorosissime torture, che avrebbero potuto indebolire la sua volontà, preferendo gettarsi fra le fiamme.

Sin dal primo Medioevo il culto per la martire di Alessandria, si diffuse prima in Oriente e poi in Occidente; in varie città europee sorsero chiese a lei dedicate, a Roma ne fu edificata una, oggi scomparsa, presso S. Maria in Trastevere; la diffusione del culto fu dovuta anche alla leggenda, simile ad altre sante giovani martiri, di essere figlia di un re che la fece uccidere perché non abiurava la fede cristiana.

La sua festa sin dall’antichità si celebra il 9 febbraio; santa Apollonia, vergine e martire di Alessandria d’Egitto è invocata in tutti i malanni e dolori dei denti; il suo attributo nell’iconografia è una tenaglia che tiene stretto un dente.

L'altare e Pala di Santa Apollonia

Pala di sant'Apollonia.

Autore: Giovanni Battista Delle Piane.
 

Il primo altare dal presbiterio a sinistra è dedicato a Santa Apollonia, raffigurata su tela, nell’acme del Martirio.
Il quadro è attribuito a Giovanni Battista Delle Piane, artista originario di San Martino e morto nel 1804.

ll catalogo della soprintendenza delle belle arti indica come datazione del dipinto 1775 - 1799. 

Gli affreschi laterali, sbiaditi e che necessiterebbero di doveroso restauro, sono attribuiti a Valerio Castello. 

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