14 novembre 2020: Solennità di San Martino di Tours

Martino (Pannonia c. 316 – Candes, Francia, 397), rivelò, ancora soldato e catecumeno, la sua carità evangelica quando donò metà del suo mantello a un povero assiderato dal freddo. Il povero era Gesù. Ricevuto il Battesimo si mise sotto la guida di
sant’Ilario (339) e fondò a Ligugè, presso Poitiers, un monastero (360), il primo in Occidente. Ordinato sacerdote e vescovo di Tours (372), si fece apostolo delle popolazioni rurali con l’aiuto dei monaci del grande monastero di Marmoutiers (Tours).
Alla diffusione del Vangelo unì un’incessante opera di elevazione sociale dei contadini e dei pastori. La sua figura ha fondamentale rilievo nella storia della Chiesa in Gallia, sia per l’aspetto pastorale, sia per quello liturgico e monastico. Santo molto popolare, è il primo confessore non martire a essere venerato con rito liturgico. La sua «deposizione» dell’11 novembre è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI)
Nella solennità tranquilla, luminosa e dorata dei Primi Vespri seguiti dalla Santa Messa, le note dell’organo hanno accompagnato i canti e i salmi, i movimenti pacati dei sacerdoti, del diacono, dei ministranti puntuali e attentissimi a rispettare il significato dei loro movimenti. Melodie gregoriane hanno contribuito ad aggiungere mistero alla celebrazione. A conclusione del rito, la commovente e accorata preghiera di don Germano, della quale ricordiamo qualche passo: “Ti benediciamo, Signore, perché hai arricchito dei doni dello spirito San Martino di Tour che hai proposto alla nostra venerazione con questa immagine. Fa’ che, illuminati dal suo esempio, procediamo sulle orme del Signore. Donaci la capacità di annunciare il tuo Vangelo in parole e opere. Rendici lieti di portare la Croce ogni giorno nel servizio a te e ai fratelli”.

San Martino è patrono della nostra parrocchia. La sua immagine è raffigurata in tre splendide opere: nell’affresco (sec. XVII) di Bernardo Castello nella volta della chiesa, nella statua lignea del secolo scorso, ricordo di don Bellani, e nella recente finissima icona frutto dell’arte della signora Lucini. La statua lignea ha trovato la sua nuova degna collocazione nella cappella sinistra del presbiterio, dove luci, ombre ed equilibri perfetti invitano al raccoglimento e alla preghiera.