28 Ottobre: Santi Simone e Giuda, Apostoli

 

L’apostolo Simone è forse il più misterioso rappresentante del gruppo dei  Dodici apostoli, sempre citato nelle liste ma con scarsissime informazioni sulla sua vita.

Di lui parlano i tre Vangeli sinottici e gli Atti degli Apostoli. Per distinguerlo da Simon Pietro, il primo degli Apostoli, gli attribuiscono l’appellativo di Cananeo, mentre Luca e gli Atti parlano di un Simone lo Zelota. Gli Zeloti, per i romani del tempo erano un grave problema politico e militare.

Uno “zelota” era un Ebreo patriottico disposto a ribellarsi contro il governo romano. Il loro obiettivo era quello di liberare la Giudea dalla schiavitù romana. Questo gruppo era stato organizzato da un rivoluzionario, Giuda di Galilea, circa 20 anni prima di Gesù.  Era diventato un movimento sotterraneo che era spietato e violento.  Forse Simone seguì inizialmente  Gesù perché aveva visto in Cristo la forza necessaria per sconfiggere i romani. Per molti ebrei, il Messia non era più un Salvatore spirituale, ma un Conquistatore terreno.

Simone fu trasformato da Gesù e il suo messaggio. Era ancora un patriota che era disposto a lavorare e combattere, ma ora la lotta era contro le forze di Satana e il regno per il quale ha lavorato apparteneva a Dio.
Dell’attività evangelizzatrice di Simone si sa poco, la testimonianza più consistente è contenuta nella Legenda Aurea, un testo del XIII secolo dal frate domenicano Jacopo da Varagine. La predicazione di Simone iniziò in Egitto, in

compagnia di Bartolomeo, verso il 60 d.C. fece ritorno in Galilea da qui si spostò con i suoi seguaci in Persia, dove si riunì ad un altro Apostolo, Giuda Taddeo  insieme al quale continuò l’opera di evangelizzazione nelle regioni della Mesopotamia e in Persia, spingendosi anche verso l’Armenia. Fu martirizzato proprio insieme a Giuda Taddeo con cui il legame con  fu molto forte e nella tradizione cattolica i due sono accomunati dalla sepoltura in San Pietro a Roma e dalla data della celebrazione liturgica, fissata il 28 di ottobre.

Particolarmente cruente le modalità del martirio, Simone fu fatto a pezzi con una sega, probabilmente dopo aver subito la crocifissione. E’ per questa ragione che viene spesso raffigurato con una sega in mano, ed è considerato patrono e protettore di boscaioli e taglialegna.

Sepolti insieme, da quel momento essi sono sempre ricordati insieme nella liturgia. A S. Pietro in Vaticano le reliquie di Simone e Giuda Taddeo sono venerate dal 27 ottobre 1605 all’altare centrale del transetto sinistro o tribuna dei Ss. Apostoli Simone e Giuda, che dal 1963 è stato dedicato a S. Giuseppe.

Giuda Taddeo è nato a Cana di Galilea, in Palestina, Suo padre Alfeo era fratello di San Giuseppe e sua madre cugina di Maria Santissima.

Perciò Giuda Taddeo era cugino di Gesù, sia da parte di padre che da parte di madre. Alfeo (Cleofa) era uno dei discepoli a cui Gesù apparve nel cammino di Emmaus il giorno della risurrezione. Maria Cleofa era una delle pie donne che avevano seguito Gesù fin dalla Galilea e che rimasero ai piedi della croce, nel Calvario, insieme a Maria Santissima.
Giuda Taddeo aveva quattro fratelli: Giacomo, Giuseppe, Simone e Maria Salome. Uno di essi, Giacomo, fu anche lui chiamato da Gesù per essere apostolo. Il rapporto della famiglia di San Giuda Taddeo con Nostro Signore Gesù Cristo stesso, da ciò che è possibile percepire dalle Sacre Scritture, è il seguente.
Tra i fratelli, Giacomo fu uno dei dodici apostoli e divenne il primo vescovo di Gerusalemme. Di Giuseppe si sa che era conosciuto come il Giusto. Simone, un altro fratello di San Giuda, fu il secondo vescovo di Gerusalemme, successore di Giacomo.
Maria Salome, l’unica sorella, era madre degli apostoli San Giacomo Maggiore e San Giovanni Evangelista. Egli era chiamato Giacomo Minore per distinguersi da un altro apostolo, San Giacomo, che essendo più grande veniva chiamato Maggiore.

Si suppone che vi sia stata molta convivenza tra San Giuda Taddeo, suo cugino Gesù e i suoi zii Maria e Giuseppe. Fu certamente questa fraterna convivenza, oltre alla parentela molto prossima, che portò San Marco (Mc 6, 3) a citare San Giuda Taddeo e i suoi fratelli come “fratelli” di Gesù.

La Bibbia parla poco di San Giuda Taddeo. Quando i vangeli nominano i dodici discepoli scelti, appaiono sempre i nomi Giuda o Taddeo nell’elenco degli apostoli.

Il nome di Giuda compare anche negli Atti degli Apostoli (At 1,13). Durante l’Ultima Cena quando Gesù parlava agli apostoli delle meraviglie dell’amore del Padre e assicurava loro una speciale manifestazione di sé stesso, San Giuda Taddeo chiese: “Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?” E fu allora che Gesú gli rispose affermando che ci sarebbero state manifestazioni di Lui a tutti coloro che avrebbero custodito la Sua parola e che sarebbero rimasti fedeli al suo amore.
San Giuda Taddeo iniziò la sua predicazione in Galilea. Dopo partì per Samaria e verso altre popolazioni giudaiche. Egli prese parte al primo Concilio di Gerusalemme.

Più tardi evangelizzò la Siria, l’Armenia e la Mesopotamia (attuale Iran), dove guadagnò la compagnia di un altro apostolo, Simone lo “zelota”, che già evangelizzava l’Egitto.
La predicazione e la testimonianza di San Giuda Taddeo si realizzò in modo energico e vigoroso. Egli attrasse e conquistò i pagani di altre religioni, che così si convertirono in gran numero al cristianesimo.
Di ciò egli diede testimonianza con la donazione della propria vita.            Fu instancabile in questo compito, predicando il Vangelo e convertendo molte anime. I pagani, a cui ciò non piaceva , iniziarono a istigare il popolo contro di lui.
San Giuda Taddeo e San Simone furono arrestati e portati al tempio del sole. Lì si rifiutarono di rinnegare Gesù Cristo e di prestare culto alla dea Diana.

San Giuda Taddeo, apostolo e martire, è rappresentato nelle sue immagini mentre tiene in mano un libro che simbolizza la parola di Dio che egli annunciò, e un’alabarda, una specie di lancia che fu lo strumento utilizzato nel suo martirio.
San Giuda Taddeo è ritenuto l’autore della lettera canonica che porta il suo nome. Tutto indica che questa lettera fu indirizzata agli ebrei cristiani della Palestina, poco dopo la distruzione della città di Gerusalemme, quando la maggior parte degli Apostoli erano già morti. Il breve scritto di San Giuda Taddeo è un severo avvertimento contro i falsi maestri, ed un invito a mantenere la purezza della fede.
Si capisce che “La lettera di San Giuda” fu scritta da un uomo appassionato e preoccupato con la purezza della fede e con la buona reputazione del popolo cristiano. L’autore afferma di aver voluto scrivere una lettera diversa, ma avendo sentito i punti di vista errati di falsi professori della comunità cristiana, scrisse urgentemente questa lettera per avvertire la Chiesa ad essere cauta nel loro riguardo.