9. La Santa Messa. La Preghiera Eucaristica I

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La Preghiera Eucaristica I o canone romano
Nella costituzione apostolica con cui Paolo VI promulgava il nuovo Messale Romano, frutto della riforma voluta dal Concilio Vaticano II, l’innovazione maggiore riguardava la preghiera Eucaristica, dal
momento che accanto al tradizionale ed antico testo del Canone Romano erano state inserite tre nuove preghiere eucaristiche (chiamate anafore).
Era la prima volta che la chiesa cattolica conosceva nuove preghiere eucaristiche oltre il Canone Romano, anzi l’unicità del canone era una caratteristica peculiare della liturgia cattolica, mentre la molteplicità di anafore era una nota tipica della chiese orientali.
L’intento che ispirò questa innovazione fu quello di “aprire” più abbondantemente al clero e al popolo i tesori di vita cristiana presenti nella Bibbia e nella tradizione della Chiesa universale nel modo di celebrare l’Eucarestia e facilitare la comprensione e l’assimilazione vitale.
Il lavoro che portò alla creazione di queste tre nuove anafore si dimostrò tutt’altro che facile poiché non era nelle intenzioni immediate una creazione così copiosa di nuovi testi, ma “semplicemente” una riforma ed un adattamento del Canone Romano.
Il procedere della riforma liturgica e l’estensione della lingua italiana anche al canone posero il problema della preghiera eucaristica e del suo adattamento.
Benché ci fossero state diverse proposte innovative per rendere il testo più chiaro e comprensibile a tutti si decise, per l’intervento dello stesso Papa Paolo VI, di lasciare il testo del Canone Romano così come era: non era, infatti, opportuno alterare un testo di così antica tradizione.
Il Papa allora ordinò di affiancare a questo canone due o tre preghiere eucaristiche di nuova composizione, che tenessero conto anche della tradizione orientale.
A quelle prime tre anafore ne hanno fatto seguito altre ancora negli anni successivi: ricordiamo le due anafore della riconciliazione

e le quattro del sinodo svizzero che sono entrate nell’ultima edizione del messale in lingua italiana.
La preghiera eucaristica è spesso percepita come un lungo monologo recitato dal sacerdote. È bene ricordare che questi non fa che pronunciare delle parole a nome di tutta l’assemblea; egli parla sempre alla prima persona plurale: “Noi ti presentiamo….noi ti offriamo..”
La preghiera eucaristica è prima di tutto l’azione di Gesù che, nell’ultima cena, prese il pane (presentazione dei doni), rese grazie (preghiera eucaristica), lo spezzò (frazione del
pane) e lo distribuì (comunione). È poi, un’azione di tutta l’assemblea che si unisce all’offerta di Cristo e rende grazie con lui e per lui. Il sacerdote non si rivolge all’assemblea, ma a Dio Padre a nome dell’assemblea (è per questo che una volta si voltavano le spalle al popolo: si guardava al grande crocifisso che è posto sopra il tabernacolo.

Non era un gesto di esclusione dell’assemblea, ma un volgersi a Colui al quale la preghiera è rivolta. Per questo oggi, sull’altare, davanti al sacerdote è posta una croce, perché mentre l’assemblea ha sempre davanti agli occhi il grande crocifisso posto sul tabernacolo, il sacerdote ha a sua volta una croce davanti a lui a cui volgere il suo sguardo).
Gli elementi della preghiera eucaristica La preghiera Eucaristica consta di diversi elementi che ruotano intorno ad un elemento o nucleo centrale che è quello del memoriale di ciò che fece Gesù nell’ultima cena.
Per esaminare ciascuno di questi elementi possiamo prendere come fonte il testo della preghiera Eucaristica II:

1. La prima parte di cui si compone la preghiera è detta prefazio o dialogo iniziale. In esso il sacerdote a nome di tutto il popolo glorifica Dio Padre e rende grazie per l’opera di salvezza e per i doni che ci offre in Cristo Nostro Signore. Il Prefazio culmina nell’inno acclamazione del Santo. In questo modo l’intera comunità si unisce alla lode incessante che la Chiesa celeste, gli angeli e tutti i santi cantano al Dio tre volte Santo.
2. la lode: “Padre veramente Santo, fonte di ogni Santità”.
3. L’epiclesi1 (invocazione dello Spirito): la Chiesa invoca l’effusione dello Spirito per la bocca e le mani del sacerdote affinché i doni del pane e del vino, frutto della terra e del lavoro dell’uomo, diventino il Corpo e il Sangue di Cristo che si fa cibo e bevanda di salvezza e perché coloro che partecipano all’Eucarestia siano un solo corpo e un solo spirito.
4. Il racconto dell’istituzione e la consacrazione mediante le parole i gesti di Cristo, per la potenza dello Spirito Santo, si compie il sacrificio che Gesù istituì nell’ultima cena, quando offrì il suo Corpo ed il suo Sangue sotto la specie del pane e del vino, lo diede agli Apostoli e lasciò loro il mandato di perpetuare questo mistero.
5. L’anamnesi (ricordo): la Chiesa, adempiendo il comando ricevuto da Cristo Signore per mezzo degli Apostoli, celebra il memoriale del Cristo, ricordando, soprattutto, la beata Passione, la gloriosa Risurrezione e l’Ascensione al cielo: eventi che l’Eucarestia rende presenti.
6. La vera offerta: nel corso di questa stessa memoria la Chiesa offre al Padre nello Spirito Santo la vittima immacolata, cioè Gesù Cristo; a questa offerta la Chiesa unisce l’offerta di se
stessa così da portare ogni giorno sempre più a compimento, per mezzo di Cristo l’unione con Dio e con i fratelli perché finalmente Dio sia tutto in tutti.
7. La 2° epiclesi: “Ti preghiamo umilmente: per la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo lo Spirito Santo ci riunisce in un solo Corpo”. Il sacerdote, a nome di tutta l’assemblea, invoca lo Spirito perché operi la nostra unità e l’unità di tutta la Chiesa.
8. Le intercessioni: in esse si esprime la comunione con tutta la Chiesa celeste e terrestre, l’offerta è fatta per essa e per tutti i suoi membri, vivi e defunti, che sono chiamati a partecipare alla redenzione e alla salvezza acquistata per mezzo dell’Eucarestia, in tal modo viviamo la comunione ecclesiale che supera lo spazio e il tempo e ci proietta verso la pienezza escatologica (i destini ultimi dell’uomo).
9. La dossologia finale (Per Cristo, con Cristo e in Cristo..): uguale per tutte le preghiere eucaristiche, esprime la glorificazione di Dio Trinità come fine di tutta la preghiera Eucaristica; con essa ha fine la grande preghiera iniziata con l’azione di grazie e che viene ratificata e conclusa con l’AMEN acclamato dal popolo (Ap. 22,20-21).