16 Ottobre: Santa Margherita Maria Alacoque

La memoria di Santa Margherita Maria Alacoque, francese, è legata alla diffusione della devozione del Sacro Cuore, una devozione tipica dei tempi moderni, e promossa infatti soltanto tre secoli fa, quando soffiò sulla Francia il vento gelido del Giansenismo, foriero della tormenta dell’Illuminismo.
All’origine della devozione al Cuore di Gesù si trovano due grandi Santi: Giovanni Eudes e Margherita Maria Alacoque.

Santa Margherita Maria Alacoque, da parte sua, fu colei che rivelò in tutta la loro mirabile profondità i doni d’amore dei cuore di Gesù, traendone grazie strepitose per la propria santità, e la promessa che i soprannaturali carismi sarebbero stati estesi a tutti i devoti del Sacro Cuore.
Nata in Borgogna nel 1647, Margherita ebbe una giovinezza difficile, soprattutto perché non le fu facile sottrarsi all’affetto dei genitori, e alle loro ambizioni mondane per la figlia, ed entrare, a ventiquattro anni, neII’Ordine della Visitazione, fondato da San Francesco di Sales.

Nel 1669 a 22 anni ricevette la Cresima e aggiunge “Maria” al nome di Margherita e il 20 giugno del 1671, a 24 anni, entrò nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial.

Fu ammessa alla professione, il 6 novembre del 1672.

Il 27 dicembre del 1673 segnò per suor Margherita Maria l’inizio di un nuovo periodo della sua vita religiosa nel monastero della Visitazione, segnato da doni mistici particolari: tre rivelazioni nelle quali Gesù le manifestò il suo cuore.

Da quel momento la figlia spirituale di San Francesco di Sales e di Santa Giovanna di Chantal, per ben 17 anni, ebbe colloqui con il Signore durante i quali Egli, nel chiamarla “discepola prediletta”, le rivelò i segreti del cuore divino, ed ella imparò dal Maestro la scienza dell’amore.

Fu incompresa dalle consorelle, malgiudicata dai Superiori.

Anche i direttori spirituali dapprima diffidarono di lei, giudicandola una fanatica visionaria. “Ha bisogno di minestra”, dicevano, non per scherno, ma per troppo umana prudenza.
Ci voleva un Santo, per avvertire il rombo della santità.

Dal momento che non veniva presa sul serio, e anzi per queste visioni veniva perseguitata dalle consorelle, il Signore le promise di mandarle un suo “servo fedele e amico perfetto”.

E in effetti, di lì a poco, divenne suo nuovo direttore spirituale il gesuita San Claudio de la Colombière, e da questi fu sostenuta nel portare a compimento la missione affidatale da Gesù stesso: introdurre nella Chiesa cattolica il culto del Sacro Cuore.

“Ecco quel cuore che ha tanto amato gli uomini”, le venne detto un giorno, nel rapimento di una visione.

Una frase restata quale luminoso motto della devozione al Sacro Cuore.

Divenuta Maestra delle novizie, all’indomani della sua morte, avvenuta nel 1690, due sue discepole compilarono una “Vita di suor Margherita Maria Alacoque”.

E poi, le promesse: “Il mio cuore si dilaterà per spandere con abbondanza i frutti del suo amore su quelli che mi onorano “.

E ancora:”I preziosi tesori che a te discopro, contengono le grazie santificanti per trarre gli uomini dall’abisso di perdizione “.

Per ispirazione della Santa, nacque così la festa del Sacro Cuore, ed ebbe origine la pratica pia dei primi Nove Venerdì del mese.

Vinta la diffidenza, abbattuta l’ostilità, scossa la indifferenza, si diffuse nel mondo la devozione a quel Cuore che a Santa Margherita Alacoque era apparso “su di un trono di fiamme, raggiante come sole, con la piaga adorabile, circondato di spine e sormontato da una croce”.

E’ l’immagine che appare ancora in tante case, e che ancora protegge, in tutto il mondo, le famiglie cristiane.

Lo scopo dell’adorazione del Sacro Cuore è quello di onorare con maggior fervore e devozione l’amore di Gesù Cristo che si offre e che lascia il segno vivo di tale offerta nel Sacramento dell’Eucaristia.

Lo spirito della devozione verso il Sacro Cuore è dunque onorare le sofferenze passate da Cristo e riparare le ingratitudini e gli affronti di cui è fatto oggetto ogni giorno nell’Eucaristia.