12 Settembre: Santa Caterina Fieschi Adorno

estasi santa caterina da genovaSanta Caterina Fieschi Adorno da Genova (Genova, 5 aprile 1447; 15 settembre 1510) è stata una laica e mistica italiana, vedova del principe Giuliano Adorno. Il 16 giugno 1737 è stata proclamata Santa da Papa Clemente XII; è conosciuta anche con il titolo di Dottoressa del Purgatorio, per essere stata l’autrice del Trattato del Purgatorio.

Nasce nel 1447 in una delle principali famiglie genovesi. A sedici anni viene data in moglie a Giuliano Adorno, appartenente ad una importante famiglia ghibellina.

Caterina faceva parte del nobile casato dei Fieschi: il padre era Giacomo Fieschi, patrizio genovese, nipote di Papa Innocenzo IV e Viceré di Napoli

Il 13 gennaio 1463 Caterina sposò il Principe Giuliano Adorno, del casato degli Adorno, acquisendo così il cognome del marito. La famiglia di Caterina aveva lottato a lungo con gli Adorno per il predominio sulla città, e le due fazioni erano pervenute ad una tregua proprio tramite questo matrimonio di convenienza tra Caterina e il giovane principe.

La coppia non ebbe figli e poco si sa di questi primi anni; di certo non fu una famiglia esemplare ma il frutto di un matrimonio di comodo.

Dopo aver trascorso i primi dieci anni conducendo una vita spensierata e mondana, Caterina giunse improvvisamente ad una conversione religiosa, testimoniata con la sua visione mistica del 24 marzo 1473.

Alla sua conversione fece subito seguito quella del marito: essi cambiarono completamente vita e andarono ad abitare in una modesta casa nel pressi dell’ospedale di Pammatone. Il marito entrò nel Terz’Ordine Francescano.

Dopo la conversione, la vita di Caterina ha il proprio centro nel rapporto con Cristo.

La vita mistica di Caterina fu molto intensa e incentrata sul rapporto con Cristo;ne resta a testimonianza il Dialogo spirituale. Nel più famoso Trattato del Purgatorio, con parole semplici cercò di spiegare la sofferenza delle anime purganti, che le avvicina gradualmente a Dio, ma procura loro anche una grande gioia, nell’essere sicure della salvezza. Il Signore le concesse di provare ella stessa, in un’esperienza mistica, ciò che vivono le anime in Purgatorio.

Nel suo insegnamento spirituale Caterina evidenziò la lotta all’amor proprio; per la Santa, Dio deve essere amato per sé stesso, non per quanto lo temiamo o per quanto da lui riceviamo: il fine, nella vita spirituale, è arrivare ad amare Dio completamente.

Per raggiungere questo scopo è indispensabile spogliarsi dell’amor proprio, in quanto può impadronirsi del cuore e della mente dell’uomo diventando il vero motore del proprio pensare ed agire. In questo modo si esclude Dio dal proprio orizzonte di valori guida.

Per purificare l’io cresciuto troppo a scapito del Divino, Dio stesso permette che abbiamo, in questa vita e nel Purgatorio, le sofferenze.

Non si dedicò però solo alla contemplazione, ma anche all’azione, rivolgendo il suo impegno concreto soprattutto agli ammalati.

Caterina è una mistica che si tuffa nella realtà, con singolari doti che nel XX secolo si chiameranno manageriali: cambia organizzazione negli ospedali, cerca il nuovo e il meglio tra medici e cure. Ma parte sempre dall’idea di Dio-Amore, di quest’amore che va trasmesso subito a tutti, cominciando dai

disperati. Operò nella Compagnia delle dame della Misericordia e iniziò a visitare il lebbrosario di san Lazzaro, svolgendo le mansioni più umili; curò pure i bambini abbandonati e fronteggiò varie epidemie di peste.

Nel 1497 fondò la prima «Compagnia del divino amore», che sarà il modello per analoghe istituzioni di altre città italiane nel quadro di quella che è stata chiamata la Riforma cattolica.

Nel 1494-95 l’esercito del re francese Carlo VIII percorse l’Italia, portando con sé, la sifilide. Esisteva già, ma lo scorrazzare degli eserciti l’ha propagò in dimensioni catastrofiche e con effetti ripugnanti.

I malati ricchi chiamano i medici in casa, quelli poveri muoiono per le strade, nei fossi.

Ma a Genova, nel 1497, emerge un gruppo che si dedica a questi scarti umani, li accoglie, li nutre, li cura.

Il notaio e umanista genovese Ettore Vernazza, su impulso di lei, dà vita alla fraternità del Divino Amore, movimento di clero e di laici protesi a una riforma radicale della vita cristiana, fondata sulla riforma interiore da un lato e sullo spendersi dall’altro.

Morta nel 1510, Caterina Fieschi Adorno sarà canonizzata da Clemente XII nel 1737.
Il suo corpo è conservato nella chiesa genovese della Santissima Annunziata in Portoria.