la parola di dio

Tt 3,1-7   Sal 22   Lc 17,11-19

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La Parrocchia di San Martino d’Albaro di Genova vuole condividere la Parola di Dio della giornata odierna 14/11/2018.

Prima lettura

Eravamo insensati, ma Dio ci ha salvati per la sua misericordia.

Dalla lettera di san Paolo apostolo a Tito

Carissimo, ricorda [a tutti] di essere sottomessi alle autorità che governano, di obbedire, di essere pronti per ogni opera buona; di non parlare male di nessuno, di evitare le liti, di essere mansueti, mostrando ogni mitezza verso tutti gli uomini. 
Anche noi un tempo eravamo insensati, disobbedienti, corrotti, schiavi di ogni sorta di passioni e di piaceri, vivendo nella malvagità e nell’invidia, odiosi e odiandoci a vicenda.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro,
e il suo amore per gli uomini,
egli ci ha salvati,
non per opere giuste da noi compiute,
ma per la sua misericordia,
con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo,
che Dio ha effuso su di noi in abbondanza
per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro,
affinché, giustificati per la sua grazia,
diventassimo, nella speranza, eredi della vita eterna.
Parola di Dio

Salmo responsoriale

Sal 22

Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce. 

Rinfranca l’anima mia, 
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome. 

Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza. 

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

Vangelo

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero.

+ Dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. 
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. 
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. 
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore

Riflessioni sul vangelo di oggi proposte da Michela 

Dieci lebbrosi chiedono pietà  a quell'uomo, che ha fama di essere un maestro buono. Gesù dice loro di mettersi in cammino e di presentarsi alle autorità religiose, deputate a verificare l'avvenuta guarigione. Viene richiesta loro la fede di essere sanati ancora prima di esserlo davvero. Alla fine, uno solo dei malati (uno straniero!..) riconosce di essere guarito e per questo sente il bisogno di rendere grazie. Molti di noi hanno gridato al Maestro il bisogno di guarire dalla propria lebbra, certi che nessuna terapia medica o psicologica avrebbe potuto essere più potente ed efficace. Sicuramente il primo passo è riconoscersi malatiĀ, bisognosi di guarigione e prendere coscienza delle tante guarigioni compiute da Gesù nella nostra vita. Essenziale è infine saper ringraziare. La gratitudine conserva in sè un principio di liberazione, l'inizio della salvezza. Rendere grazie ci aiuta a sentirci immersi in un contesto di Grazia, a sentirci amati, ad accorgerci dei regali elargiti dal Padre (fondamentale nei momenti di buio o di sofferenza), sostiene la fiducia e l'abbandono che possono mondare ogni nostra lebbra.

Un problema affidato a Dio non va più toccato, questo è fede..quando pregate comportatevi come se aveste già  ottenuto quello che avete chiesto e vi sarà dato ; Ringraziando l'uomo trova il proprio equilibro: pone se stesso in dipendenza da Dio e pone Dio al suo posto, in preminenza su tutto (dagli scritti di padre Andrea Gasparino)